23 nov 2018

Book Shopping: 8 libri che parlano di cibo (non solo ricette)

Il Book Shopping di questo mese è tutto dedicato a una tematica molto cara a tanti di noi: il cibo e il mangiare.
A me piace avere una biblioteca colma di libri patinati con foto meravigliose e ricette invitanti ma la passione per l'argomento, nel tempo, me la sta facendo riempire anche con pubblicazioni di approfondimento sociologico che spesso svelano curiosità e aneddoti che spiegano il perché di tante nostre abitudini a tavola.

Il periodo è quello fatidico: cominciamo a considerare ogni opportunità di acquisto come un'idea regalo per Natale o come una cosa da mettere sulla propria lista dei desideri.



L'autrice ha svolto una complessa ricerca di ampio respiro internazionale sull'accostamento dei sapori: perché due o più ingredienti stanno bene tra loro e dunque perché pensare di abbinarli. In questa edizione (facile pensare che prima o poi potrebbe seguirne una aggiornata, come per tutti i "cataloghi") si prendono in esame 99 ingredienti base studiati e abbinati attraverso l'analisi delle cucine del mondo e di alcune ricette di chef stellati. Viene spiegato perché il tartufo e gli asparagi stanno così bene assieme alle uova, i gamberetti arrostiti con le mandorle, i carciofi con la menta e così per 5.000 combinazioni che ci apriranno un immenso portone sulle idee per le nostre ricette.
Riuscirà a convincerci con l'accostamento di cavolfiore e cioccolato?

Unico lato negativo di questo libro? Non è ancora stato tradotto e lo troviamo disponibile solo in inglese. Per il resto è tutto un fiorire di gioie e piacere hygge style: bisogna assolutamente ritrovare e far ritrovare alle persone a cui vogliamo bene una dimensione di comfort più lenta, meno frenetica, saporita. Qui si trovano le ricette tipiche dei paesi nordici a base di verdure, carne, pesce, pane ai cereali, salse alle erbe e dolci per realizzare piatti gustosi e salutari; l'autrice danese ha incluso anche una bella sezione dedicata alla tavola natalizia e alle ricette delle feste.

Se talvolta trascorrete la pausa pranzo a casa, potrebbe capitarvi di vedere Alessandro Barbero su Rai 3, ospite di Paolo Mieli, impegnato a trasmettere uno strano entusiasmo circa la storia del Medioevo. Ecco, purtroppo devo confessarvi di amare poco la storia in generale, mentre invece amo molto i suoi aspetti sociologici. A che ora si mangia? racconta tante cose che spiegano i cambiamenti delle abitudini degli europei a tavola tra il XVIII e il XXI secolo: il significato di petite déjeuner, il pranzo ad ora molto tarda, la scomparsa della cena; le quantità cui era solita pasteggiare la borghesia, Goldoni e Kant che andavano a letto senza aver mangiato.

Un libro di ricette che farà felici molti: innanzitutto perché le esecuzioni sono semplici, poi perché le torte rustiche, sia dolci che salate, permettono di svuotare il frigo e usare verdure e frutta che fanno bene (e fanno meglio ancora sotto forma di piatto goloso!) e infine perché sono belle da vedere e... rigorosamente da fotografare prima di essere mangiate!

Le ricette nei romanzi e non solo. Se siete appassionati di lettura, oltre che di cibo, questo libro vi aprirà il varco a nuove voglie: di leggere o rileggere grandi classici della letteratura e altri titoli meno noti. Céline Girard scrive le ricette di piatti presenti in numerosi romanzi. Cita, tra gli altri, Collodi, Manzoni, Gadda, Proust e fa venir voglia di mangiare la celestiale frittata di D'Annunzio.

Jay Rayner (critico gastronomico inglese dell'Observer e conduttore della Bbc) si è accorto che in quest'epoca siamo leggermente ossessionati dal cibo; i suoi comandamenti sono una palese beffa e una riflessione sagace sulle abitudini e sui vari fenomeni correlati al cibo come lo spreco alimentare, il vegetarianismo, l'eccessivo salutismo e altro ancora. C'è il comandamento Non eliminare il grasso: con questo ha conquistato il mio acquisto del libro. 

Grazie al ri-video di DPlay non mi perdo nemmeno una puntata di Cortesie per gli ospiti in cui Csaba dispensa consigli garbati e utilissimi per ricevere al meglio. Ho comprato questo libro (il terzo di Csaba nella mia piccola biblioteca) perché alla solita buona arte e buone idee aggiunge qualche suggerimento per poracci come me: ospitare con stile e cucinare con la giusta attenzione al portafoglio.

Teniamo presente che questo libro è del 2004, quindi è una pubblicazione che riassume gli aspetti originari ed essenziali della storia del cibo, della sua tecnologia produttiva e delle modalità di consumazione, ed è dunque priva della cultura di massa degli ultimi quindici anni. Involontariamente, ci permette di fare un excursus storico precedente e di trarre personali deduzioni sugli sviluppi del più recente decennio che stiamo attraversando.

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