È statistica: se due marziane su sette hanno frequentato un corso di acquerello, ci sarà pure un motivo. E il motivo, semplicemente, è che è bellissimo: ecco allora perché oggi vi sveliamo cinque motivi per cui dovreste farlo anche voi.
Perché scegliere l’acquerello invece di passare la serata a guardare l’Instagram di tuo cugino
È divertente
Chiudete gli occhi e ripensate a quando eravate bambine: ma quanto era bello mettersi a colorare? Ecco, iscriversi a un corso di acquerello vuol dire tornare indietro nel tempo: comprare i colori, scegliere la carta migliore (no, quella di Tiger non lo è) e i pennelli più adatti, addirittura ripescare nel fondo del cassetto la gomma pane! E la parte più bella, dopo aver fatto shopping nel negozio di belle arti (che non guasta mai), è riempire un bicchiere d’acqua e iniziare a giocare coi colori, che sono davvero magici: lo sapete che mescolando la giusta quantità di verde e rosso esce fuori il nero? Io ancora non me ne capacito.

Dipingere è mettersi in gioco
Una volta c’è da cimentarsi con l’acquerello botanico (bene), la volta dopo il paesaggio (meno bene), poi gli animali (daje) e il ritratto (il baratro): le lezioni di acquerello non annoiano mai anzi, non si sa mai cosa aspettarsi, ed è vietato adagiarsi sugli allori. E, pennellata dopo pennellata, un’imprecazione dopo l’altra, alla fine si capisce che forse un corso d’acquerello è anche una lezione di vita. Ecco perché poi si passa al punto 3.

Si affrontano le paure
Che io sia una fifona è indubbio: ho paura dei ragni, dell’aereo, della bici in discesa, delle api, dei rumori improvvisi e di mille altre cose. Ma quando sono davanti al foglio bianco divento una kamikaze e mi butto, sperimentando tutte le tecniche che suggerisce l’insegnante senza nessuna esitazione: se non l’avessi fatto, non avrei per esempio scoperto che le nuvole si fanno con un fazzoletto. In fondo la cosa peggiore che possa succedere è che venga fuori uno sgorbio. Ma non sempre: leggete sotto.

C’è sempre una seconda possibilità
Perché quello che ho imparato è che c’è (quasi) sempre modo di rimediare agli scherzi della natura che potete produrre con pennelli e colori: si può ripassare il pennello solo con acqua per addolcire un po’ il colore che sta sotto, dare una seconda passata di colore più saturo se l’insieme sembra un po’ smorto, passare i dettagli più microscopici con una penna indelebile (no, la polizia dell’acquerello non verrà a cercarvi).

Addirittura si può cancellare del tutto una pennellata che non ci convince; basta un po’ di destrezza (e magari l’aiuto dell’insegnante), o convincere l’interlocutore che quello era proprio il risultato che avevamo in mente. Al limite, se proprio il nostro acquerello è inguardabile, c’è sempre un’ultima possibilità: la raccolta differenziata.

Dipingere è dedicarsi del tempo
Da quando mi sono iscritta al corso ho preso un impegno con me stessa: non posso mancare. Anzi, non voglio mancare: e allora gli appuntamenti di lavoro vengono spostati, le cene fuori posticipate, le sere davanti la tv rimandate. Iscriversi a un corso di acquerello – o a qualsiasi altro corso – vuol dire ritagliarsi un paio d’ore per fare qualcosa che davvero ci piace. Al bando ogni pigrizia allora.

Ma lo sapete che abbiamo tutta una sezione dedicata al Fai da te? Spulciate tra i post per trovare la vostra prossima passione
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