A pochi giorni dal giuramento del nuovo Sindaco di New York Yusef Salaam, tutti gli occhi sono puntati sulla First Lady. Altrimenti non si potrebbe fare. Classe 1997, Rama Duwaji è la prima First Lady Gen Z di New York e questa non è solo una vittoria per la Generazione Zeta e per la città, ma soprattutto per tutte le ragazze del mondo che strizzano l’occhio alla moda fuori dagli schemi dettati dalle passerelle.

via @chnge
Lei, l’erede di Lady D
La First Lady di New York rappresenta tutte le ragazze un po’ sulle righe, le accademiche, quelle con le matite nei capelli e le mani sporche di inchiostro, quelle che frequentano l’accademia e che vengono definite o troppo estrose o troppo strane, che non passano inosservate ma non vengono apprezzate da tutti.
Rama dà voce a tutte quelle ragazze che non hanno mai avuto paura di osare e se ne son sempre fregate di conformarsi.
Molti giornali hanno persino trovato qualche somiglianza con Lady Diana per il fatto che piace tanto alle persone e ha un’enorme sensibilità sociale e umanitaria, incarnando un nuovo modello di empowerment femminile. Chiamarla principessa è forse esagerato, eppure nel suo sguardo c’è qualcosa che promette bene, che promette faville e distruzione. Staremo a vedere.


Ditemi se non è chic il fatto che non abbia adattato il suo stile personale alla sua nuova posizione sociale. Ve la ricordate Michelle Obama?
Anche lei regina di stile indiscussa e dea del “non mi piego al sistema”, tanto da non partecipare al secondo insediamento di Trump alla Casa Bianca. Proprio lei che come il giunco pare non piegarsi sotto i venti più violenti, ha confessato in innumerevoli interviste che quando era alla Casa Bianca ha dovuto cedere a numerosi dettami del protocollo pur di non sembrare “troppo nera” ed essere accettata dall’elettorato bianco.
Rama? Se ne frega e, senza proferire una parola, lo urla fortissimo.

New York, il vintage e l’arte
Rama Duwaji e suo marito, il nuovo sindaco di New York, non cambierebbero di una virgola neppure se fossero alla Casa Bianca e, in questo preciso periodo storico, sono nel posto giusto. New York sta diventando il playground degli ultra-ricchi e, noncuranti, loro due incarnano ciò che New York ha sempre rappresentato: cultura, diversità e stile.
Rama Duwaji è un’artista visiva, una creativa e, con il nuovo ruolo che ricopre, figura culturale emergente.
Il suo lavoro esplora spesso temi di identità, esperienza collettiva, sorellanza e narrazione culturale, con un’attenzione particolare alle esperienze mediorientali e femminili.
Ha uno stile particolarissimo e la vediamo pescare i suoi abiti in archivi vintage e tra gli stand di designer indipendenti, promuovendo di fatto una moda più consapevole e sostenibile. La sua arte e il suo messaggio passano anche attraverso stivali a punta e abiti dalla silhouette scultorea. Possiede un’estetica che richiama arte contemporanea, controcultura e femminilità non addomesticata.
Se guardiamo le immagini del giuramento del marito a sindaco di New York, il primo giorno dell’anno, notiamo che la First Lady indossa degli stivali Miista (gli Shelley boots). Dimmi un’altra First Lady che abbia avuto il coraggio di fare una scelta così audace. Il marito giura sul corano, diventando così il primo sindaco musulmano di New York mentre lei indossa accessori a metà tra il vittoriano e il gotico, un esempio di abbigliamento d’avanguardia in una blindatissima e intimistica cerimonia nella vecchia stazione della metropolitana City Hall. Se non è uno statement questo.


È la prova che stiamo entrando in una nuova era di autenticità radicale o che le giovani generazioni non hanno più alcun interesse a compiacere i benpensanti inamidati?
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