“Toh Tirana. Non sono mai stata a Tirana. Volo andata e ritorno a meno di 50 euro. Acquista“. Giuro, è così che è andata, seduta su una poltrona dell’aeroporto di Valencia mentre aspettavo il volo che mi avrebbe riportata a Roma. A biglietto comprato, ho iniziato a cercare cosa vedere a Tirana, cosa mangiare e la panoramica meteo sui primi mesi dell’anno. Lì ho realizzato che visitare la capitale dell’Albania in pieno inverno, forse, non sarebbe stata una buona idea… animale impulsivo e a sangue freddo che non sono altro!



Non esistono temperature sfavorevoli ma uomini e donne arrendevoli. Quindi ho imbottito lo zaino di calzettoni, maglioni in lana, guanti e cappello per andare alla scoperta degli imperdibili di Tirana. Eppure, spoiler alert, ho quasi patito il caldo perché si girava molto bene in maniche di camicia.
Perché visitare Tirana in inverno
La capitale albanese a gennaio ha i suoi lati positivi, primo tra tutti è un viaggio low budget perché, viaggiando fuori stagione, i prezzi del volo e dell’alloggio sono veramente bassi, in puro stile poraccio come piace a me. Il cibo è molto buono e super economico e le temperature sono piacevoli, da ottobrata romana per intenderci.
Visitare l’Albania significa immergersi in un turismo esperienziale nei Balcani che va oltre il semplice monumento, perché si percepisce l’energia di una terra che corre verso il futuro senza dimenticare le sue cicatrici, il tutto a un ritmo lento e umano che in altre capitali europee si è ormai perso.
Provare per credere e, per rendervi la visita ancora più appetibile, ecco quelli che secondo me sono gli imperdibili di Tirana da vedere in un fine settimana, tutti intervallati da STOP strategici con una porzione di byrek per placare la fame.



Cosa vedere a Tirana in 48 ore
Piazza Scanderbeg: il cuore della città
La prima cosa da vedere a Tirana è senza dubbio la piazza principale, il cuore della capitale albanese, con la statua equestre del principe e generale albanese Giorgio Castriota, eroe nazionale che difese l’Albania dalla conquista ottomana.

Momento Quark sul significato delle posizioni delle zampe dei cavalli nelle statue equestri: due zampe alzate indicano morte in battaglia, una zampa alzata significa morte per ferite di guerra, mentre tutte e quattro le zampe a terra simboleggiano una morte naturale. Ve lo ricordavate?
Vi sembrerà di giocare a giro giro tondo ma facendo il giro della piazza potrete ammirare il mosaico sulla la facciata del Museo di Storia Nazionale (attualmente chiuso per restauro fino al 2028), la torre dell’Orologio, il Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto di Tirana (tappa al bar con caffè e pasticciotto per una colazione di rinforzo) e la Moschea Et’hem Bey.
Proprio accanto al teatro svetta il Palazzo della Cultura, un imponente lascito dell’architettura d’epoca socialista; è un punto di riferimento fondamentale per i locali, dato che ospita la Biblioteca Nazionale, e aggiunge quel tocco di maestosità tipico delle grandi piazze dell’Est.


La Moschea Namazgjah: un pezzo di Istanbul nel cuore di Tirana
Tirana ha diverse moschee e, a una quindicina di minuti a piedi da Piazza Scanderbeg, si trova quella che è considerata la più grande dei Balcani, la Moschea Namazgâh. Con i suoi minareti altissimi e la cupola centrale mi ha ricordato la Moschea Blu di Istanbul, poi leggendo ho scoperto che parte dei finanziamenti per la costruzione sono arrivati dalla Turchia e allora mi son data una spiegazione.

Per visitare il suo interno basta togliere le scarpe e salire la scala a chiocciola che porta al piano riservato alle donne in preghiera. Meravigliosa. Una volta fuori, concedetevi una pausa al bar sotto la moschea con caffè e tartellette ai fichi (ve le consiglio caldamente) e ripartirete con slancio.


Parku i Liqenit të Tiranës, il grande parco del lago
Nel centro di Tirana ci sono diversi piccoli parchi e aree verdi colme di panchine colorate, spazi per il relax e giochi per bambini, poi c’è lui, il parco più grande della città che si affaccia su un piccolo lago artificiale abitato da famiglie di (meteo)papere.

L’ingresso dietro la facoltà di ingegneria è parecchio in salita, vi consiglio di costeggiare un po’ il parco e di accedere dall’ingresso vicino al chiosco che vende cioccolato
Il posto ideale per andare a passeggiare in totale silenzio e tranquillità tra salite e discese e poi ancora salite nel verde. Lungo il percorso pavimentato troverete diversi piccoli memoriali che ricordano l’identità nazionale e dei chioschi dove fermarsi per un caffè.


Il quartiere Blloku: da zona proibita del regime a centro della movida
La zona al di là del fiume Lana, un tempo esclusiva del regime, oggi è il diventata piena di locali, bar perfetti per fare people watching. Niente da aggiungere, se non il suggerimento di venire a camminare in questo quartiere per poi mettersi seduti ai tavolini di un caffè all’angolo e osservare la vita che scorre e le auto che si fermano e posteggiano al centro della carreggiata utilizzandola come posteggio. Livelli che vanno ben oltre il posteggio in doppia fila romano!
Mentre vi godete il caffè, cercate con lo sguardo la Villa di Enver Hoxha, l’ex residenza del dittatore. Un tempo questo edificio era il centro del potere assoluto, blindato e inaccessibile, mentre oggi è circondato da vetrine alla moda e Gen Z con lo smartphone: il contrasto più forte e affascinante di tutta Tirana.

Passeggiando potreste imbattervi in quello che era il posto di blocco dove veniva controllata la classe dirigente sotto il regime comunista prima dell’accesso all’area di residenza, isolata dalla popolazione comune.


La Piramide di Tirana: per salire gratis sul simbolo del cambiamento
Se vi state chiedendo cosa ci faccia una Piramide nel cuore dei Balcani, la risposta non riguarda i faraoni, ma la celebrazione (ormai decaduta) del passato regime.

Se durante la giornata avete fatto un pieno di baklava o shish kebab (e mi auguro per voi di sì) potete affrontare l’ascesa alla Piramide con la giusta energia. Dall’alto poi si gode di un bel panorama sulla piazza circostante. Scendendo i centordicimila gradini (sono circa 120) entrate nella piramide e visitate la pancia della piramide che ospita il centro di tecnologia di bambini, start-up e caffetterie.


Bunk’Art 1 e 2: viaggio nei bunker sotterranei che hanno fatto la storia
Cosa vedere a Tirana se non i bunker anti-atomici risalenti all’epoca comunista trasformati in museo? Bunk’Art sia, 1 e 2 per l’esattezza. Il primo ad essere stato trasformato in museo, il Bunk’Art 1, si trova nella prima periferia di Tirana ed è dedicato alla storia dell’esercito comunista e alla vita degli albanesi durante il regime. Il Bunk’Art 2 invece si trova in pieno centro e al suo interno è ricostruita la storia del Ministero degli Affari Interni albanese.

Una decina di euro e un’oretta per visitare tutte le stanze


La Cattedrale della Resurrezione: un gioiello di luce e icone moderne
Si trova poco distante dal Bunk’Art 2 ed è facilmente riconoscibile dalla grande cupola celeste e dall’alto campanile con l’orologio vicino la scalinata. La costruzione è moderna e lo stile si evince sia dall’esterno che dall’interno, colmo di icone ma non tanto quanto le chiese ortodosse visitate a Larnaca o Creta.



House of Leaves: dentro il Museo della Sorveglianza Segreta
Uscendo dalla Cattedrale si attraversa la strada et voilà, ecco la Casa delle Foglie. Un edificio su piani che durante la Seconda Guerra Mondiale ospitò per un breve periodo la Gestapo e poi l’intelligence della Repubblica Popolare Socialista d’Albania che per decenni ha creato un clima di terrore tra la popolazione.

Oggi i muri di questa casa accolgono il Museo della Sorveglianza Segreta, nato dopo lo smantellamento dell’intelligence. Una trentina di sale che ospitano racconti e alcuni degli strumenti raccontano uno dei periodi più bui della storia dell’Albania.


Pazari i Ri: street food e souvenir locali al Mercato Nuovo
Una piccola zona con banchi coperti circondata da localini dove mangiare street food albanese. Se avete tempo potete ravanare nel banchetto che vende monete, macchine fotografiche e altre anticaglie per trovare un souvenir diverso da portare a casa dal vostro viaggio a Tirana.



Cosa vedere a Tirana fuori dai circuiti turistici
Una cosa da fare a Tirana è senza dubbio andare alla scoperta di una zona fuori dal centro. Vorrei indicarvi il nome del quartiere specifico ma, onesta, non ho trovato il nome. Quello che posso fare però è suggerirvi il giro che ho fatto io. Un micro itinerario quadrato con partenza da Rruga e Barrikadave fino a Rruga Ferit Xhajko.


All’incrocio con l’ospedale ho girato su Rruga Bardhyl e poi giù dritta fino al fiume Lana. Qui ho seguito il corso del fiume fino al Ponte dei Conciatori e la Moschea Namazgah. Camminando, incontrerete l’anima vera della città, quella meno turistica e più autentica, distante dalle cliniche odontoiatriche e dai negozi che vendono profumi. Poi se siete team naso all’insù potrete apprezzare i murales sparsi qua e là lungo il percorso.


Ma come hai fatto con…? Consigli pratici per il viaggio a Tirana
Ecco le informazioni spicciole che possono risolvere qualche dubbio prima di prenotare il viaggio a Tirana: documenti, trasporti e costi.
- Quale documento portare tra passaporto o carta d’identità? Secondo me il passaporto batte carta d’identità 10 a 0. Meno file e lettura immediata sui lettori del controllo documenti. Come faccio a saperlo? Perché con la mia carta d’identità guardavo gli altri sfrecciare oltre i controlli mentre io ero in fila per il riconoscimento manuale. Non fate come me, siate più veloci.
- Come arrivate in città. Uscite dal terminal del piccolo aeroporto di Tirana, fate lo slalom tra tutti i tassisti che vi propongono un mezzo veloce per arrivare in centro e puntate dritte verso i pullman LU-NA. Il biglietto costa solo 4 euro e in una trentina di minuti (una cinquantina con il traffico) arriverete in centro città. Anche se c’è scritto che il bus parte ogni ora presentatevi in anticipo alla fermata perché gli orari son ballerini, potrebbero partire anche prima dell’orario indicato. Facile, economico e che vi evita di contrattare il prezzo della corsa.

- Come muoversi in centro città: a piedi, sia che siate amanti del gorpcore o degli stivali, il mio suggerimento è di girarla comunque a piedi. Tutti gli imperdibili di Tirana sono a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, non ci sono servizi di sharing, il traffico è ben congestionato e anche volendo contrattare col tassista per il prezzo della corsa si rischia di rimanere imbottigliati.
- Pagare in euro o Lek albanese? Potete utilizzare sia uno che l’altro, unica nota che mi sento di segnalare è che non accettano moneta, quindi se pagate con banconota in euro riceverete resto in LEK (poco male perché li utilizzerete per comprare delle leccornie da mangiare in aereo).

- Come si mangia a Tirana? BENE. Ho amato ogni piatto che ho mangiato, dal dolce al salato. Foto non ne ho perché ho divorato il tutto in un batter d’occhio. Posso però consigliarvi due posti che mi sono particolarmente piaciuti: il forno dove ho comprato quasi una teglia di birek per 5 euro e il ristorante dove mi sono divorata grandi porzioni di tave kosi e tave dheu per poco più di 10 euro. D I V I N I.
Se volete fare gli intenditori del cibo tipico, cercate la Flija, una sorta di torta salata a strati (m’han detto lunghissima da preparare ma divina) e, per digerire il tutto, considerate di bere un bicchierino di Raki. È la grappa locale, forte e sincera, che con un sorso ci fa scalare di nuovo la Piramide! - Chiamate e internet: in Albania il roaming non è ancora gratuito quindi verificate di avere credito sul telefono per attivare pacchetti dati specifici del vostro operatore o utilizzate delle eSIM. Io ho deciso che il breve soggiorno sarebbe stato un social detox e, dopo aver scaricato la mappa della città, ho staccato la connessione in totale serenità.

Tirana è una città che cambia pelle ogni mese, e sarebbe bello tornarci in estate, noleggiare un auto e fare il tour dei Balcani. Quasi quasi…
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