C’è quella frase di quel libro che hai sottolineato da adolescente, che hai ricopiato sul diario e che ancora ricordi a memoria? È stato quello l’inizio di tutto, il primo passo verso il peccato capitale di sottolineare ogni libro che ti passa tra le mani.
Non puoi fare a meno di sottolineare, “quelle frasi” ti piacciono al punto che non puoi fare a meno di strisciare la penna sulle quelle ignare, candide, innocenti pagine stampate.
Cara lettrice, se senti il richiamo della penna, ricorda che i libri non vogliono essere sottolineati.
I libri vogliono essere vissuti delicatamente, dimenticati, ritrovati e amati di nuovo, e per farlo devi mollare la penna.
Fatti convincere a non sottolineare
Quella frase giusta, la verità definitiva sull’amore, sulla vita, sul senso di mangiare biscotti alle tre di notte o di fare decluttering durante il cambio di stagione e BOOM, ti sale il crimine.
Quello è il momento di respirare intensamente e di lasciar perdere l’insana idea di agguantare l’evidenziatore.

Sottolineare un libro è un po’ come pretendere che una persona che hai appena conosciuto si tatui il tuo nome sul petto. Nell’enfasi dell’amore ti sembra un’idea geniale e poi vi lasciate. Tanto il tatuaggio mica lo hai fatto tu? Eppure il danno lo fai anche a te stessa, non ci credi?
Guai poi a prestarlo quel libro, a quel punto il nuovo lettore si avventurerà tra le tappe obbligate di un tour guidato e non si lascerà prendere dal libro in sé per sé ma dalle impronte che hai tu ci hai lasciato sopra. Il malcapitato lettore camminerà su un sentiero già tracciato, incapace di vivere la propria avventura autonoma.

I libri non li presti?
Ho allora un’altra domanda per te: sottolinei perché hai intenzione di rileggerli?
Allora il lettore più tradito sarai tu. La te stessa del futuro rileggerà quel libro cercando la sorpresa che ha vissuto leggendolo la prima volta e invece sarà costretta a inciampare nei solchi che hai tracciato nel passato. Stesse frasi, stessa solfa.
Hai creato un imprinting emotivo, un percorso obbligato nella tua stessa memoria.

Quando anche la biblioteca è costretta a lanciare giusti segnali passivo aggressivi! Perché sottolineare i libri che non sono manco nostri è vandalismo puro.
Come smettere di sottolineare i libri: la terapia

Se proprio non riesci a mollare l’evidenziatore, ti lascio qualche trucco per rendere la sottolineatura removibile e il senso di colpa più leggero da sopportare. (Ma io ti vedo!).
Alternative agli evidenziatori
Le strisce adesive per sottolineare sono sottili, pastellose e rendono il danno più tollerabile.


I post-it trasparenti per ricoprire l’intera pagina. Qui sopra ci potete anche disegnare i fiorellini.


Evidenziatori cancellabili, che se li scegli pastello potrei addirittura chiedere a Minosse di ridurti la pena.


Matite colorate cancellabili come quelle che usano i bambini a scuola. Sono un’ottima soluzione e, mal che vada, le rifili a un nipote a caso.


Quando tutto manca, se proprio non riesci a mollare la penna, pensa ad investire in penne cancelline o in una buona HB chiarissima.
Unica regola: ricordarsi di rimuovere i segni ogni prima di rileggere, a meno che tu non vada proprio alla ricerca di quella frase giusta del libro giusto che in quell’esatto momento della tua vita ti sembrò salvifica.

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