Sebbene le statistiche di Google siano un po’ l’auditel di Vita su Marte, mi domando sempre da dove provengano le lettrici e i lettori prima del fortunato atterraggio in questo blog marziano.
Dalle ricerche? Dai social? Dalle indagini sui cerchi nel grano?
Ecco, nel caso dei social, e nello specifico di Instagram, la domanda che mi pongo è simile a quella dell’uovo e della gallina: sarete arrivati qui perché avete visto il carosello sui trench o questo post vi farà scoprire che già esisteva il carosello sui trench?
Chi può dirlo? – a parte Gigi Marzullo che ci legge sempre.
Va da sé che nel blog del vostro cuore (che lo sia da sempre o da ora in avanti) non poteva mancare l’approfondimento sui migliori marchi di trench da scovare su Vinted e nei mercatini di fiducia, perché così, senza limiti di spazio, vi posso raccontare perché li ho scelti e che storia c’è dietro questi soprabiti per la mezza stagione che si fanno tanto desiderare.


Tutto quello che c’è da sapere sui Trench Vintage:

I giganti del British Style: i brand che hanno inventato il trench
Sono partita col dare spazio ai brand che, oltre ad essere iper famosi, sono quelli che hanno inventato il trench come lo conosciamo.

Burberry
Il loro pregio è il gabardine, un tessuto inventato proprio da Thomas Burberry nel 1879. È un cotone a trama fittissima che blocca il vento ma lascia traspirare. Nei modelli vintage Made in England (i migliori da scovare perché ricordiamo che dagli anni ’90/2000 la produzione è stata in parte delocalizzata) il tessuto è così denso che ha una lucentezza quasi brillante e una resistenza all’abrasione superiore a molti altri materiali, vale a dire che si possono trovare trench Burberry vintage in condizioni migliori di quelli di produzione più recente.

Aquascutum
Che poesia, chissà se si sono ispirati al De Rerum Natura di Lucrezio, perché il nome viene dal latino aqua + scutum = scudo contro l’acqua e i veri intenditori di trench e impermeabili spesso lo considerano tecnicamente superiore a Burberry. Furono i primi a impermeabilizzare la lana nel 1851 e i loro trench vintage hanno una costruzione della spalla (spesso raglan) impeccabile, che permette un movimento delle braccia molto fluido. La loro iconica fodera a quadrettini è stata decisamente d’ispirazione per i trench Sézane di recente fattura che infatti hanno un’estetica wannabe di successo. E qui il dilemma: prendiamo un nuovo trench Sézane o prendiamo il vintage Aquascutum, migliore per materiali e storia e che potremmo pagare di meno?



Daks London
Altro brand di copertina perché sono i detentori di diversi Royal Warrants, ovvero si distinguono da decenni come fornitori della Casa Reale – dunque sono quelli che abbiamo visto indossare alla Queen Betty e oggi a Carlo e a tuto il cucuzzaro. La qualità si vede anche nelle rifiniture interne: le asole sono rifinite a mano e il loro tipico House Check è sempre perfettamente allineato nelle cuciture.
Grenfell
Qui c’è una curiosità di pregio sul tessuto dei capi che hanno parecchi anni di storia: usavano il Grenfell Cloth, un cotone leggendario creato per le spedizioni in Artide che fu creato appositamente per il missionario medico Sir Wilfred Grenfell per le spedizioni nel Labrador (non il cane ma la regione del Canada dal quale il cane prende il nome assieme al suo compare Terranova, anch’egli nominato grazie all’isola omonima, ma questa è un’altra storia ciao, bau).
Tornando al Grenfell vintage, scovarne uno in buono stato è un bel colpaccio perché il suo cotone egiziano è a trama così fitta da essere antivento.
Barbour
Anche se oggi li associamo alle giacche cerate (la redazione è piena di bimbe di Barbour) i loro trench in cotone (non cerati) seguono gli stessi standard di durabilità. Sono considerati i figli eleganti delle giacche da caccia, pensati per chi dalla campagna si spostava in città e voleva pur sempre un capo solido e robusto ma con uno stile più da City.

Affari di qualità: i marchi “insider” da scovare su Vinted
I marchi dei trench che ho racchiuso in questa categoria sono di alta qualità anche se costano meno, ed è una questione di materiali e di dettagli. Vent’anni fa anche i brand “medi” usavano una percentuale di fibre naturali e grammature di tessuto molto più alte rispetto al lusso attuale (la shrinkflation è evidentemente partita dai tessuti prima che dai cibi al supermercato). Inoltre, spesso si trova il sottocollo rinforzato, la chicca delle tasche passanti per accedere ai pantaloni o al blazer senza sbottonare il trench e fibbie che, seppur consumate, rimangono sempre belle solide.
La morale spiccia della favola è che se troviamo un London Fog a €40 su Vinted, stiamo acquistando un capo che, per qualità costruttiva, è superiore a un trench nuovo da €200 che troviamo oggi nelle grandi catene.

Mackintosh
È letteralmente l’inventore dell’impermeabile, tanto che in Inghilterra un modo per chiamare l’impermeabile è proprio Mac (dal nome del suo inventore Charles Macintosh) e il loro cotone gommato (bonded cotton) è un brevetto storico. Il tessuto già buono di un Burberry può essere superato da un Mackintosh vintage che è spesso più sostenuto e resistente. È un pezzo da collezionisti e… se qualcuno svuota l’armadio della nonna senza aver letto Vita su Marte… ci potrebbe far fare l’affare!
London Fog
Negli anni ’60 e soprattutto nei ’70 era il leader del mercato americano, tanto da produrre circa i 2/3 di tutti i trench venduti negli USA! La qualità del loro misto cotone/poliestere vintage (spesso chiamato Calibre Cloth) è notevole perché generalmente non si stropiccia, è idrorepellente e dura una vita. Nonostante i prezzi bassi su Vinted, la costruzione interna è molto curata e se le foto vi danno fiducia sulla bontà dello stato di conservazione, procedete pure!



Brooks Brothers
Mica pizza e fichi perché parliamo del brand che ha vestito quasi tutti i presidenti americani e che può darci il tono power dressing istantaneo. Anche qui la fama è relativa al peso del tessuto: è un cotone molto denso e “croccante” (termine preso in prestito dalla mia fisioterapista che così definisce la mia schiena, ma nel caso del trench è un complimento). Finiture, asole e fissaggio dei bottoni sono di stampo sartoriale, dunque se troviamo un really vintage in ottime condizioni, accendiamo un cero alla Madonna di Vinted e corriamo al checkout.
Ralph Lauren (Polo)
Qui la cernita si fa più difficile perché dobbiamo trovare un vintage vero che risalga a una produzione di almeno 20 o 30 anni fa (puntate agli anni ’80 e ’90, l’epoca d’oro del preppy americano) e dobbiamo anche stare attenti perché è uno dei brand le cui tristi e infami imitazioni popolano di più il nostro beneamato Vinted. La qualità è legata allo stile Polo University o alle linee storiche e va detto che Ralph Lauren ha sempre usato fornitori eccellenti per i capispalla. Il valore aggiunto qui è il taglio, coerente e perfetto se si cerca quell’estetica Old Money che non passa mai di moda.
Misty Harbor
Questo marchio è lo sfidante americano che dava del filo da torcere a London Fog nei tempi in cui la classe media americana pretendeva (e otteneva) una qualità che oggi definiremmo di lusso. Erano famosi per la fodera interna rimovibile (spesso in lana o tessuti tecnici caldissimi) tramite zip o bottoni, che oggi da sola varrebbe il prezzo totale. Cercatelo se volete un grandioso 4 stagioni: togliete lo strato interno per avere un trench leggero la pioggia primaverile, rimettetelo per l’umidità di novembre. Su Vinted si trova spesso a prezzi ridicoli perché non ha la fama dei giganti inglesi, ma la qualità del tessuto cade dritta senza una piega ed è un affare per chi bada alla sostanza.
Burtsons
Mentre procedevo con la mia operosa ricerca su Vinted mi sono imbattuta in Burtsons, altro brand che non dobbiamo lasciarci sfuggire per snobismo da logomania. È un marchio britannico sodo che realizzava i suoi trench con un tessuto pesante e anti-stropiccio, un misto cotone di altissima qualità che mantiene la struttura superando anche il test lo piego in valigia. Il suo mercato attuale si pone solo nel vintage perché ha vissuto il suo apice produttivo tra gli anni ’70 e i primi anni ’90 per poi essere ceduto e trasformato. È decisamente un brand da insider che potremmo pagare una frazione rispetto ai giganti del lusso, ma la resa estetica e la resistenza sono praticamente identiche.
E adesso piangete insieme a me che mi sono fatta scappare questo affare.


Schneiders (Salzburg)
In attesa di portare a casa un Burberry di media lunghezza a un prezzo affare (la ricerca si fa più difficile perché la gran parte delle inserzioni sono per i maxi) ho comprato proprio uno Schneiders di cui vado fiera e potente! Qui si va nel made in Austria, dove il marchio si distingue per i capispalla di ottima fattura con un prezzo del nuovo che, attualmente, supera di media €400.
Spesso si trovano su Vinted a prezzi onesti perché non tutti associano il nome ai trench, ma tecnicamente siamo ai livelli dei giganti di Londra: cotone popeline ad alta densità e con mano setosa e ottime rifiniture che spesso comprendono anche lavorazioni particolari nel sottocollo e fibbie extra.

Non avrei mai detto che questo Schneiders fosse un vero vintage (un capo deve avere almeno 20 anni per essere considerato tale) e invece l’etichetta mi ha confermato che è stato prodotto tra il ’97 e il 2003, confermando che un buon vintage non deve per forza sembrare “vecchio”!
Silhouette & Chic: l’eccellenza sartoriale di trench e impermeabili
Qui andiamo oltre il concetto di qualità inteso come resistenza e ci crogioliamo nella bellezza della linea che definisce l’architettura del capo.

Allegri
Per decenni è stato il laboratorio segreto dei più grandi designer (da Armani a Gigli hanno prodotto le linee impermeabili di quasi tutto il prêt-à-porter italiano anni ’80) e il valore di questo brand è l’unione dei tessuti tecnici con la mano sartoriale. Un trench Allegri vintage ha trattamenti idrorepellenti invisibili, il tessuto sembra seta, cade come un abito da sera, ma l’acqua scivola via come se nulla fosse. Questa è performance!
Yves Saint Laurent (Rive Gauche)
I tagli scultorei, che bellezza! La linea Rive Gauche degli anni ’70/’80 utilizzava un gabardine di cotone molto pesante che manteneva la spalla dritta e decisa e i capi venivano costruiti col rigore della sartoria maschile. Questo è il nostro obiettivo su Vinted se vogliamo un trench formale e di pregio che cada a pennello a prescindere dalla taglia.
Max Mara
La qualità di Max Mara sta tutta nei volumi generosi il cui vintage è famoso per l’abbondanza (nel senso buono) del tessuto morbido e burroso. Le cinture sono chilometriche, pensate apposta per essere strizzate in nodi scenografici che segnano la vita in modo divino senza ammaccare il tessuto.
Valstar
Rappresentano il lusso milanese più colto e di nicchia. Qui troviamo un cotone pettinato finissimo, quasi vellutato al tatto e il dettaglio che certifica la qualità è nelle cuciture interne bordate a fettuccia (rifinite con un nastro di seta o cotone), una ricercatezza che oggi si trova solo nell’alta sartoria e che garantisce una durata eterna alla struttura del capo.
Celine (epoca Vintage)
Qui dobbiamo cercare molto prima dell’era moderna (prima del 2000), quando il tanto amato Old Celine era il paradiso del minimalismo lussuoso. La qualità è maniacale nei dettagli metallici, con fibbie pesanti che non sbiadiscono, bottoni in vero corno e fodere spesso in misto seta. È un investimento sui particolari che oggi, nei brand di pari fascia, sono spesso sostituiti da plastica e leghe leggere, che tristezza.

Questo è già più recente, ma vogliamo buttarlo via?
Bonus: Christian Dior Monsieur
Siamo state al Mercanteinfiera di Parma e la nostra marziana Greta ha lasciato il cuore su un Christian Dior Monsieur di un verde meraviglioso (il prezzo purtroppo non lo era altrettanto). Si tratta della linea maschile di lusso, che ovviamente veste oversize, e scovare questi trench nella categoria uomo è una mossa geniale. Usavano fodere logate di altissima qualità e bottoni pesanti; la costruzione della spalla è molto più robusta dei modelli femminili, il che dà quel look rubato dal guardaroba di lui che sta alla base dello stile parigino très chic!


Trench Vintage: come abbinarlo nella primavera 2026
Se il trench è un classico eterno, il modo di abbinarlo nel 2026 strizza l’occhio a un minimalismo intellettuale e molto tattile. Da dimenticare i look troppo ingessati, la tendenza attuale vuole il trench come guscio protettivo sopra outfit dai contrasti decisi. Secondo le ultime passerelle e i trend di stagione, il pezzo forte da abbinare è la maglia a polo (amiamo il colletto che fa un po’ nerd) in colori profondi come il blu navy. Sotto, giochiamo con i volumi, con i jeans che abbandonano le forme classiche per diventare barrel o baggy, rigorosamente cropped per lasciare spazio a ballerine accollate, nuove sneakers o Mary Jane in suede cioccolato.

Il tocco finale è nei dettagli rubati al passato ma rieditati per il 2026: una bandana annodata stretta al collo per un tocco di colore e una pioggia di spille vintage (animalier o geometriche) appuntate sul rever. Il coraggio di bucare il gabardine vintage premia sempre perché trasforma un capo di serie in un pezzo unico che racconta qualcosa di noi.
Non dimentichiamo la borsa che quest’anno va rettangolare, essenziale, da portare a mano per bilanciare l’oversize del soprabito; personalmente continuo ad amare le tracolle crossbody (anche qui lo scamosciato continua a imperare) e le Logchamp a spalla e osservo il ritorno dei bauletti da portare a mano.

Guida all’acquisto: 10 consigli per trovare il trench vintage perfetto
Comprare un trench vintage su Vinted o ai mercatini è un’arte da affinare. Qui per voi la checklist definitiva della Redazione Marziana da salvare per evitare errori e portarsi a casa un pezzo di storia della moda.
- L’etichetta dev’essere il nostro faro guida: cerchiamo la dicitura “Made in England” per i brand britannici o “Made in USA” per i classici americani. La qualità del cotone di trent’anni fa e con manifattura locale è un altro pianeta.
- Il test del sottomanica: se già non ci sono, chiediamo sempre le foto delle ascelle perché è il punto dove il tessuto si logora o si macchia prima. Se è integro lì, il trench è stato amato e ben tenuto.
- Fibbie in pelle? Occhio al restauro: se le fibbie sui polsi e sulla cintura sono rovinate, cosa frequente nel vintage, possiamo valutare un bravo calzolaio (facendogli anche vedere le foto prima dell’acquisto!) che le rivesta in pelle nuova con pochi euro.
- Bottoni di riserva: se all’interno c’è ancora il bottone di cortesia è un pregio in più. Nel vero vintage ci sono piccole meraviglie in corno o bachelite difficili da trovare in giro.
- Lunghezza proporzionata: il trench vintage tende a essere lungo. Chi è “petite” (io sono 153cm e vivo la questione in prima persona!) può cercare modelli anni ’80 che hanno proporzioni più gestibili oppure si può valutare un passaggio dalla sarta (ma occhio a non rovinare il fondo e la linea complessiva del capo).
- Questione impermeabilità: se si acquista al mercatino e si tocca con mano, c’è da considerare che il vero cotone Gabardine deve risultare denso al tatto. Se sembra troppo leggero o finto, c’è da sospettare che sia l’imitazione moderna del tessuto.
- Le tasche passanti: se infilando la mano nella tasca si arriva ai pantaloni, non è rotto! È la through-pocket di cui scrivevo sopra, ovvero un dettaglio di altissima sartorialità per accedere al capo sotto.
- Composizione tessile: non dobbiamo snobbare il misto 65% poliestere / 35% cotone dei capi USA anni ’70 perché è quel mix tecnico perfetto per non stropicciarsi mai (e perfetto anche per gli outfit da viaggio di lavoro).
- L’odore di Vinted: un leggero odore di chiuso è normale e se ne va con un buon passaggio in lavanderia ma io eviterei i capi con le macchie di muffa (scure e puntiformi) e quelle tipo grasso della bicicletta perché sono quasi impossibili da eliminare anche a secco.
- Parole chiave per l’affare: nella barra di ricerca possiamo cercare anche termini generici come “trench nonna” o “impermeabile vecchio”. Spesso chi non sa cosa vende nasconde i tesori migliori sotto nomi comuni e noi siamo qui per questo!!!


Voi avete già scovato il vostro tesoro o state ancora aspettando che il trench dei vostri sogni vi trovi? Non me lo direte mai qual è il brand che monitorate ossessivamente su Vinted, veroooooo?
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