Tutto nasce con un campioncino ricevuto quasi per caso dopo un acquisto di prodotti beauty coreani. Ribadiamo la forza dei campioncini gratuiti, signore e signori delle profumerie! Sono vitali e salvifici (penso a quando viaggio solo con i campioncini di fondotinta Dior per ridurre l’ingombro del beauty case) e, soprattutto, possono generare nuovi clienti entusiasti.
Et voilà: eccomi qui a raccontarvi il mio approccio casuale a Medicube, brand di skincare coreana che si merita ufficialmente i miei pezzettini di cuore, pelle del viso e portafoglio.
Vi dicevo, dunque, di aver trovato un campioncino nel carico di bellezza che avevo ordinato per i regali di Natale. Un campioncino dimenticato e provato solo qualche settimana dopo. Data la sua confezione piatta a bustina, pensavo si trattasse di una maschera viso e invece no: erano due Zero Pore Pads (nemmeno mi ero accorta che fossero due perché erano perfettamente sovrapposti), imbevuti di una sostanza che prometteva la riduzione dei pori.

Sarà sempre colpa della Disney o del sorriso dei Sofficini Findus se interpretiamo alla lettera le promesse, come se dovessero avverarsi dopo 5 secondi per pura magia. Seguo le istruzioni e passo il pad prima dalla parte con la trama per esfoliare la pelle, poi dalla parte più liscia per rifinire la pulizia, infine picchietto il viso per far penetrare il prodotto. Che tra l’altro era abbondante, e penso che avrei potuto darmi una passata pure alle ascelle.
Mi guardo allo specchio: i pori sono ancora lì. OVVIO. Ci illudono, “noncelodicono!”, complotto delle multinazionali di skincare, dobbiamo invadere la Corea. Vado a dormire e buonanotte ai coreani.
Mi alzo al mattino e il mio naso è liscio come una perla di fiume appena levigata. Non ci posso credere. Nella notte è passata la fatina Mi-young della bellezza eterna?!
I pads erano già nel mio carrello insieme alla Collagen Jelly Cream.
Zero Pore Pads Medicube: fantastici per affinare i pori e la grana della pelle
Proseguiamo con lo scetticismo che alberga in me più stabilmente di un piccione in Piazza Duomo a Milano. A me i pads pre-imbevuti parevano uno spreco: non è meglio un prodotto liquido che doso io sul mio dischetto? Evidentemente, in questo caso, no. Ok, non sono nata cosmetologa e volo leggera su questo atto di fede.
Dunque: gli Zero Pore Pads non sono dischetti tonificanti. L’azione si basa sulla trama a rilievo che esfolia in modo delicato in sinergia con la formula a base di BHA e AHA: pulisce dal sebo in eccesso, minimizza i pori e migliora la texture. Vi garantisco che già dal primo uso (nel mio caso serale) l’indomani si sente tutto il risultato al tatto, specialmente se la pelle tende a presentare quei piccoli rilievi sulla zona T: spariscono e la pelle diventa incredibilmente liscia, quasi lucida, pronta a bere tutto ciò che applicheremo dopo. Non pizzicano e non seccano, e questo è punto di svolta per ottenere la tanto agognata Glass Skin che i cosmetici coreani ci hanno fatto conoscere.
La promessa è che con l’uso costante nel tempo i pori si minimizzino e dopo una sola settimana d’uso (e non tutti i giorni) lo sto già constatando.


PS: visto il suo fantastico effetto lisciante vi dico che ho provato a passare i dischetti anche sulle braccia dove ho un po’ di cheratosi pilare (puntini un po’ in rilievo): ebbene alliscia pure lì!
Collagen Jelly Cream, l’idratazione con la texture ideale per questo periodo
Vuoi che abbian fatto solo una cosa buona? Diamo una chance al brand coreano e prendiamo anche un idratante. Sono attirata dalla formulazione jelly perché notoriamente è più leggera delle creme che uso in inverno; ora inizia a far caldo, si suda anche sul baffo e quindi nel carrello finisce anche la Collagen Jelly Cream.
E confermo: la texture gelatina è piacevolissima da stendere, pure col picchiettamento finale. A proposito del picchiettamento: pensavo fosse una moda social, tipo le unghie sugli unboxing, ma ho scoperto che questa tecnica si chiama patting e aiuta a rompere le catene polimeriche della gelatina, trasformandola in un velo d’acqua.
È ricca di collagene idrolizzato e peptidi che, stando alle ultime ricerche del 2026, lavorano in sinergia per rimpolpare la barriera cutanea. La sensazione è freschissima, l’assorbimento rapido e ci si ritrova con quel finish glowy ma assolutamente non grasso che dura tutto il giorno e fa stendere meglio il fondotinta.
Nelle prime applicazioni ho notato un effetto leggermente sticky che nei giorni successivi è andato gradualmente diminuendo, cosa che accade quando si passa da una skincare tradizionale a quella coreana ad alta tecnologia. Se accade anche a voi, abbiate pazienza nel giudizio proseguendo con l’uso, dopo qualche giorno di utilizzo combinato con i pads, l’assorbimento sarà più rapido e rimarrà solo la sensazione di pelle rimpolpata. Ma perché succede?


Collagen Jelly Medicube appiccicosa? Ecco perché e come risolvere
Spesso, quando iniziamo un nuovo trattamento, la nostra pelle è in uno stato di micro-disidratazione o ha la barriera cutanea leggermente compromessa. Nelle prime applicazioni, la pelle beve la parte acquosa della crema, ma i polimeri idratanti e il collagene rimangono un po’ in superficie perché la struttura cutanea deve ancora riequilibrarsi. Dopo 3-4 giorni, con la barriera ripristinata e più elastica, la pelle accoglie la texture jelly in modo molto più fluido e profondo.
Nel caso della mia pelle, l’azione combinata con gli Zero Pore Pads è stata vincente: evidentemente la crema jelly faticava a penetrare e rimanendo un po’ appiccisosa in superficie. I pads hanno rimosso le impurità spianando la strada all’assorbimento di collagene e vitamina B12.
Inoltre, non sottovalutate il dosaggio, perché le texture gelatinose coreane sono estremamente concentrate e spesso usiamo troppo prodotto (abituati alle creme tradizionali meno performanti). Dopo i primi giorni, ci viene più facile calibrare la quantità.
Parliamo di prezzi: come si posiziona Medicube?
Guardo sempre quanti ml di prodotto sono presenti e il prezzo relativo. Nel caso dei pads è meno intuitivo rispetto a una crema, ma sono talmente imbevuti che il prodotto è generoso, tanto che se trattate solo la zona T, potreste usare anche solo mezzo pads per volta.
Medicube secondo me si colloca in una fascia che potremmo definire premium accessibile, un gradino sopra i marchi più economici della K-Beauty entry-level che troviamo nei grandi store.
Rispetto ai brand italiani di farmacia o profumeria, spesso Medicube costa leggermente meno (parliamo di circa €25-€35 per prodotto e si trovano ottime offerte), pur offrendo formulazioni tecnologicamente più avanzate e formati generosi (come il barattolo da 110ml della Jelly Cream che conviene tantissimo rispetto al classico 50ml).

Altra domanda che mi è sorta spontanea:
Che differenza c’è tra il siero rosa Medicube PDRN e il siero rosa The Ordinary Soothing & Barrier Support?
Se avete letto il mio articolo di glorificazione del siero rosa di The Ordinary, sappiate che siamo tuttora in una relazione stabile. Ma il mondo beauty è peggio di Temptation Island e quando ho visto che anche Medicube aveva lanciato un siero rosa, ero già pronta a fare nuove conoscenze.
Qualora ve lo stiate chiedendo, il falò di confronto ha rivelato che… non c’entrano una mazza:
- Il Medicube PDRN Pink Peptide Serum basa la sua tecnologia sul PDRN (che è DNA di salmone, non chiedetemi altro), un ingrediente che nel 2026 pare sia diventato lo standard per la riparazione cellulare profonda.
È un anti-aging e schiarente che stimola la produzione di collagene e rende la pelle più compatta e luminosa e, soprattutto, elimina le macchie scure e i segni post-acneici. - Il famoso Pink Drink di The Ordinary invece concentra la sua azione sul lenimento e sulla riparazione della barriera. È un idratante restituitivo, ottimo per la pelle irritata, secca, arrossata, stressata e per eliminare l’effetto pelle che tira.


Quindi due scopi differenti che scegliamo in base a ciò che ci serve di più; in comune hanno la vitamina B12 che dà il colore rosa a entrambi i prodotti.
Bene, fallita l’idea di invadere la Corea, vado a guardarmi di nuovo allo specchio per compiacermi dei miei nuovi prodottini magici. E sorriderò come un Sofficino.
Scopri di più da Vita su Marte
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
