Vi siete chiesti perché “Catarina”, la Principessa del Galles, è atterrata nel Bel Paese?
“Io mi chiamo Catarina”, quanto è carina quando parla italiano.
Kate Middleton non è venuta in Italia, a Reggio Emilia, perché aveva voglia di prosciutto crudo, ma è venuta a studiare il “metodo Reggio Emilia” (Reggio Emilia Approach), un sistema scolastico che in Italia, nelle nostre scuole statali tradizionali, spesso non è applicato.
Cos’è il Reggio Emilia Approach, una pedagogia del futuro
Si tratta di un metodo sperimentale innovativo “del futuro” che è stato progettato “nel passato”, esattamente nel secondo dopoguerra, grazie alla visione di Loris Malaguzzi.
Cosa dice il metodo Reggio Emilia?
Innanzitutto che i bambini si esprimono attraverso molteplici linguaggi diversi: la musica, l’arte, la danza, la scultura, i colori… Dopo i genitori e l’insegnante, l’ambiente è il terzo educatore. Le scuole perciò devono essere progettate in modo tale che ci sia una piazza centrale, un atelier, il tutto corredato da vetrate trasparenti perché i bambini devono guardare fuori.
Andatelo a dire alla mia 2^M che non ha finestre ma solo finestrini posti ad un’altezza di 2,5 metri o alla mia 2^L che ha l’affaccio sulle palazzine e alla prima ora dà il buongiorno alla signora Pina che sbatte i tappeti mentre cerco di fare l’appello.
Come funziona l’apprendimento e i benefici per i bambini
Tornando al metodo promosso da Reggio Children, l’insegnamento non deve essere rigido, ma deve essere modellato su quelli che sono gli istinti dei bambini, quindi essenzialmente è il bambino che guida la lezione e l’insegnante deve andare dietro.
Secondo i dati, questo approccio porterebbe a una migliore autostima da parte del bambino che diventerà un adulto senza ansie, a un maggior successo nel mondo del lavoro, ma soprattutto a dei vantaggi fisici come l’abbassamento dell’obesità, il successo scolastico e migliori competenze sociali e collaborative.
A questo punto mi chiedo: per quale motivo mentre la Principessa viene, scopiazza il metodo e se ne va, in Italia dal secondo dopoguerra ad ora non abbiamo avuto il tempo di applicarlo ovunque?
Ma perché ci dobbiamo sempre far parlare dietro?
Il Primo Tricolore alla Principessa Catherine
Il sindaco di Reggio Emilia (Marco Massari), fiero e super proud (pensatelo come un meme), ha insignito la Principessa del Primo Tricolore originale di Reggio Emilia. Lo stesso riconoscimento che ha ricevuto qualche tempo fa anche Francesca Albanese, perché per chi non lo sapesse, la prima bandiera italiana è nata proprio a Reggio Emilia nel 1797.
Ciao Kate, sarà bello vedere il metodo Reggio Emilia adottato in tutte le scuole del Regno Unito entro 2 anni.
Io e le mie classi ti diciamo Ciao, tu non sbatterci i tappeti in faccia.
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