Negli ultimi anni la moda ci ha fatto attraversare periodi molto difficili. Abbiamo vissuto il trauma dell’Y2K, abbiamo persone (anche nella Redazione, persone che chiamo amiche) che si sono comprate le sneakers ballerina e visto dei trend talmente specifici da richiedere un foglietto illustrativo come la tachipirina.
Poi, a un certo punto, è successo qualcosa di molto strano: abbiamo iniziato ad avere voglia di fregarcene di questi trend e di sembrare semplicemente ricchi. Ma non ricchi tipo Costantino Vitagliano quando è diventato famoso, ricchi tipo i nonni di Rory Gilmore con la casa negli Hamptons. Quelli ricchi da tipo quattro generazioni. Ed eccoci qui, a parlare di stile Old Money e di pezzi vintage e nuovi che possono aiutarci nella mimetizzazione.

Cos’è davvero lo stile Old Money?
Se lo chiedessimo all’intelligenza artificiale ci spiegherebbe che è un’estetica fatta di maglioncini sulle spalle, capelli lucidi, nessun logo ma almeno una barca a vela di proprietà, qualche casa qua e là e zero notifiche di Klarna.
La cosa buffa è che questo stile, teoricamente semplicissimo, è in realtà un inferno logistico, dato che richiede più manutenzione della mia Cinquecento incidentata.


I cardini dello stile Old Money sono tre:
- Niente loghi. Tenere pronta, da usare all’occorrenza la grande massima “era di mia nonna/mamma/congiunto a piacere”.
- I colori sono sempre più o meno quelli: beige, blu navy, bianco, marrone, verde scuro.
- I tessuti sono quelli belli davvero: lino, lana, cotone, cashmere, seta. Da ripetere, all’infinto, come i re di Roma.


Subito dopo: capelli il più naturali possibili, unghie sobrie (e per sobrie intendo smalto nude, trasparente o rosso solo quando vogliamo fare le pazze) e vestiti che devono essere stirati. Tranne il lino, quello va bene anche stropicciato.
Ve l’avevo detto che a confronto tagliando, bollo e assicurazione sono una passeggiata.
Partiamo facile facile: 5 pezzi vintage in perfetto stile Old Money
Il primo passo è la mimetizzazione: se vogliamo essere come loro, dobbiamo pensare come loro.
Ad esempio, lo stile Old Money non prevede che il vintage si acquisti. Il vintage si eredita, così come le case e le tenute agricole.
Avete presente la mamma/nonna/zia di cui parlavo sopra? Esatto. C’è chi dice “parenti, serpenti” e chi è così fortunato da poter dire “parenti, Kelly di Hermès in coccodrillo”. Sempre rettili sono, cambiano le prospettive.
Ma vediamo quali sono i 5 pezzi che potete trovare abbastanza semplicemente nel mondo del vintage e che potete spacciare come proveniente dall’armadio della prozia.
1. I foulard di Hermès
Elegantissimi e senza tempo. Funzionali se soffrite di cervicale, cool se li volete solo appendere alla borsa o usare come cintura. Perfetti per la mezza stagione, ma strategici in inverno se come me odiate le sciarpe. Possono ridare tono a un outfit total black senza farvi sembrare una commessa di Zara.
Praticamente sono dei farmaci salvavita e dovrebbe passarceli la mutua, ma non viviamo in un mondo giusto e dobbiamo comprarceli su Vestiaire Collective.




2. I trench (ovvero la ricerca della perfezione)
Io qui vi rimando al Vangelo secondo Gloria, non si può aggiungere altro.

3. La camicia di lino a righe
La classica camicia azzurra o bianca a righe sottili è uno di quei capi che stanno bene praticamente con tutto: jeans bianchi, pantaloncini, mocassini, capelli raccolti male ma nel modo giusto. Fa subito estate in barca a Panarea anche se in realtà siamo team “estate in vaporetto direzione Rialto”. Punti di vista.


La cosa importante è che sembri vissuta bene. Un po’ morbida e larga, come se l’aveste rubata dall’armadio di qualcuno, ma senza che dobbiate fare davvero una rapina per comprarla, ecco perché il trucco è trovarla vintage.
Vinted è pieno di tesori targati Ralph Lauren (ci vuole occhio per scansare i tarocchi), ma anche nei negozietti se ne trovano davvero tante!



4. La Louis Vuitton Nile
Siamo d’accordo che vi avevo detto NO LOGHI. Giusto. Ma, c’è sempre un MA e la Louis Vuitton Nile è questo MA.
Nasce negli anni Settanta come borsa da viaggio compatta e negli ultimi anni Louis Vuitton l’ha pure riproposta in versione archive, proprio perché è uno di quei modelli vintage che continuano a funzionare benissimo ancora oggi.

Ha quell’aria da “borsa che esiste da sempre” che la rende elegante anche oggi, soprattutto se un po’ vissuta. Sta bene a vent’anni, a quaranta e probabilmente starebbe ancora bene pure alla nonna a cui l’avete fregata.

Insieme allo zainetto e alla Noé, è nella mia top 3 delle cose che amo di questo brand. Lista che si esaurisce dopo le prime tre posizioni, a essere totalmente onesta.
5. Le spille Trifari
Se c’è una cosa che ho imparato in fatto di stile Old Money è che bisogna sempre buttare un occhio agli outfit delle First Lady, che del vestirsi da ricche rilassate ne hanno fatto un’arte. Alternativa, la mamma di Genitori in trappola, che non si accorge che le hanno rimandato a casa la figlia sbagliata. ICONA.
Trifari, amatissimo anche da Jackie Kennedy, era uno dei marchi di bijoux più famosi del Novecento, per cui oggi non occorre ipotecare casa. Se ne trovano molte su Etsy o Vinted e sono uno di quegli accessori che all’inizio sembrano “troppo da signora” e poi improvvisamente diventano imprescindibili.


Se acquistate di persona fate sempre un controllo sul retro: deve esserci inciso “Trifari” o “Crown Trifari” con la coroncina sulla T.
Guardate poi il peso: le originali sono solide e ben fatte, soprattutto nella chiusura che non deve avere segni di colla. Il dorato originale è morbido, mai troppo giallo.
Infine il prezzo: se una Crown Trifari anni Cinquanta costa 12 euro spedizione inclusa, mi farei qualche domanda.


Stile Old Money per chi ama i pezzi nuovi
Anche se per alcuni sembrerà un’eresia, ma ci sono alcuni pezzi nuovi che riescono perfettamente a dare quell’aria da ricca signora con seconda casa a Ponza, terza casa a Cortina, quarta casa a Parigi e zero paura di pagare l’IMU.
1. Il completo di lino bianco che amerete
Lo stile Old Money d’estate chiama lino e ripudia gli outfit di Antonella Elia al GF Vip.
Blazer morbido, pantalone ampio, tessuto leggermente stropicciato nel modo giusto. Perché il lino ha questa magia: quando è bello sembra chic anche spiegazzato.


Ripensandoci, “stile Old Money” e Antonella Elia non dovrebbero nemmeno stare nella stessa frase.
2. La polo di Lacoste
Ci sono pochi capi che dicono stile Old Money più della polo Lacoste. René Lacoste la inventò quasi cent’anni fa e da allora è rimasta praticamente identica, cosa che nel mondo della moda è un miracolo statistico. Forse perché è nata proprio in quell’immaginario lì: il circolo del tennis frequentato per giocarlo e non solo per cercare di incontrare quel figo di Lorenzo Musetti.


3. L’Essenziale: il braccialetto che c’è ma non si vede
Il bracciale saldato al polso è probabilmente una delle poche tendenze recenti che riesce davvero ad avere quell’aria Old Money. Perché è discreto, ma dà moltissima luce al polso. Specialmente in oro sottile, portato insieme all’orologio o completamente da solo.

L’idea nasce dai permanent bracelet americani: catene sottilissime saldate direttamente al polso senza chiusura. Che poi è anche molto poetico, finché non dovete fare una radiografia o una risonanza magnetica. Scusate, Medicina 33 si stava impossessando di me.

4. Ma ‘ndo vai se l’occhiale ovale non ce l’hai (di Prada, ovvio)
Cosa c’è di più Old Money dello stile principessa triste? Niente. Lady D e Carolyn Bessette hanno camminato affinché noi potessimo correre.
L’occhiale da sole ovale addolcisce il viso, copre le occhiaie e i microsegni che lasciano le punturine subito dopo il botox.


5. Seiko: l’alternativa giusta a Cartier
Faccio una premessa: io sono una persona orribile. Sono passata al lato oscuro e ho comprato uno smartwatch. Forse perché in questi mesi avevo solo bisogno che mi ricordasse di dormire, mangiare e bere acqua. Ora mi ci sono affezionata.
Dopo questa confessione, torniamo a parlare di orologi in stile Old Money.
Il Cartier Tank è probabilmente l’orologio più Old Money mai inventato. Nato nel 1917 e ancora perfetto oggi. Il problema è che costa più della mia Cinquecento incidentata di cui parlavamo prima.
L’alternativa però esiste: il Seiko Classic è perfetto senza che dobbiate ipotecare casa. Diciamo tutti in coro Arigatō gozaimasu ai nostri amici giapponesi.

Continuate lo shopping Old Money con questo bellissimo articolo sulle spille
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2 Commenti
Bell’articolo come tanti dei vostri! A proposito del braccialetto saldato al polso, attenzione a quando ve lo saldano: la mia collega mi ha raccontato che quello del suo compagno si è rotto mentre faceva la doccia (almeno era in casa e lo ha recuperato). Probabilmente la catena era troppo sottile per durare a lungo, comunque fate attenzione quando lo scegliete, perché è un attimo rimanere delusi. 🙁
Ciao Pamela, grazie! Questa è una segnalazione di cui tener conto in effetti!! E meno male che non è scivolato giù dalla doccia!