Una cosa che amo fare è leggere, ma un’altra cosa che mi piace da matti è vedere le case degli altri: spulciare gli annunci immobiliari, sbirciare dai vetri di chi non usa le tende, guardare ogni puntata di Casa a prima vista. Naturale quindi che mi piacciano le case degli scrittori: ecco perché oggi vi accompagniamo a vedere i sei appartamenti – aperti al pubblico – di quelli che hanno vissuto a Roma.
Dove hanno vissuto gli scrittori a Roma (e dove vorrei vivere io)?
Studio di Luigi Pirandello (Quartiere Nomentano)
Quando Corrado Alvaro descrive la casa di Luigi Pirandello io – giustamente – gli lascio la parola: “nel mezzo dello studio c’era un divano con le spalle a una grande vetrata che dava, a destra, in un giardino. Il giardino era uno scenario vicino di lauri e di cipressi. Ma oltre a questo verde perenne e grave, che appena imbiondiva al sole di primavera, ci doveva essere qualche grande albero che perdeva le foglie, un platano o una magnolia; ricordo bene a certe stagioni quel fruscìo”.
In questo appartamento vista sul verde, Pirandello vive dal 1933 (fino al ’36), portandosi dietro qualcuno dei mobili che già possedeva e che si trovano ancora oggi in quelle stesse sale, assieme alla piccola macchina per scrivere che Pirandello aveva sempre con sé. Ci sono pure i vestiti nell’armadio, come se l’autore del Mattia Pascal fosse sceso solo un attimo a comprare il latte.

Casa Museo Alberto Moravia (Prati / Lungotevere)
Se dovessi scegliere, sceglierei l’attico sul Lungotevere dove – dal 1963 al 1990 – ha vissuto Alberto Moravia: l’Olivetti sulla scrivania in legno grezzo davanti alla finestra, per scrivere e guardar fuori, mi ha conquistata. Per tacere dei dipinti di Guttuso, Schifano, Franco Angeli, Mario Ceroli e Piero Guccione, giusto per fare qualche nome. Toglierei solo le maschere africane ma, per il resto, vorrei già prendere appuntamento col notaio per il rogito. Nell’attesa, mi consolo col visitarla (rigorosamente il secondo sabato di ogni mese, con prenotazione obbligatoria).


Keats and Shelley House (Piazza di Spagna)
Fortuna che Keats non avesse un’auto, perché qui sarebbe stato complicato parcheggiarla (per noi, adesso, c’è una ben più comoda fermata della metro qui accanto). Siamo a piazza di Spagna, e quando dico piazza di Spagna intendo proprio che la casa dove visse (e morì) una delle stelle più fulgide della poesia inglese è direttamente affacciata sulla piazza, anzi, sulla scalinata, giusto dall’altro lato rispetto a Babingtons. Oggi quella casa è diventata un piccolo museo della letteratura anglosassone che ospita una ricca biblioteca, organizza eventi e letture e accoglie i suoi visitatori dal lunedì al sabato. Andateci, non fosse altro che per vedere piazza di Spagna da un’angolazione diversa dal solito.


Casa di Goethe (Via del Corso)
“Sì, finalmente mi trovo in questa capitale del mondo!” scrisse Goethe quando finalmente arrivò a Roma nell’ottobre del 1786. E qui, come uno studentello qualsiasi, divide casa con tre pittori, uno del quali, tale Johann Heinrich Wilhelm Tischbein, ci lascia uno dei ritratti più celebri dell’autore del giovane Werther. Quanto celebre? Beh, considerate che ha ispirato pure un certo Andy Warhol…



Fondazione Bellonci (Parioli)
Voi che fate la domenica a casa? Io guardo i vecchi film, faccio merenda con caffè e biscotti, stendo i panni sul balconcino, faccio pisolini e cucino. Al massimo invito mio fratello e spero che Spike il Jack Russel non faccia pipì sul divano. Maria Bellonci invece invitava Massimo Bontempelli, Guido Piovene, Carlo Bernari, Paola Masino, Paolo Monelli, Palma Bucarelli e Alberto Savinio: sono loro i primi – ufficiali – amici della domenica, il gruppo di intellettuali che ha dato poi vita al Premio Strega. Casa Bellonci è un appartamento pieno di luce e di libri tra villa Ada e i Parioli che si visita in occasione di aperture straordinarie (tenete d’occhio il calendario) o, virtualmente, quando volete.

Casa Pasolini (Rebibbia)
Dal quartiere più chic alla periferia: qui – a Rebibbia – Pasolini prende in affitto un bilocale nel 1951. Settanta metri quadri (commerciali o calpestabili?) in cui PPP ha vissuto per tre anni e che sono stati recentemente aperti al pubblico grazie a una donazione di Pietro Valsecchi. Oggi casa Pasolini ospita visite guidate, lezioni, conferenze e incontri legati a uno degli intellettuali più controversi del Novecento.

Consigli pratici per visitare le case museo degli scrittori a Roma
Se state pianificando un weekend culturale alla scoperta di questi luoghi del cuore, ricordate che quasi tutte queste strutture richiedono la prenotazione anticipata (come Casa Moravia o lo Studio di Pirandello). Molte di esse sono gestite da associazioni o dal Comune di Roma e offrono biglietti d’ingresso davvero accessibili, se non addirittura gratuiti in alcune domeniche del mese.
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