Napoli è una fucina di artisti e artigiani, un ventre fertile che da secoli cova talenti indiscutibili; eppure, per lungo tempo, il racconto mainstream ha faticato a far emergere queste personalità oltre il Garigliano senza cedere alla macchietta o al pregiudizio. Oggi, però, il vento è cambiato e, oltre il vecchio traino dell’antimeridionalismo da salotto, sta emergendo una stima genuina e globale per tutto ciò che respira sotto il Vesuvio.
C’è una Napoli da scoprire tra luoghi insoliti e leggende annesse, ci sono i numeri e c’è anche un’estetica precisa che sta ridefinendo il concetto di coolness in Italia: dai palinsesti televisivi alle playlist di Spotify, fino alle strade invase dai turisti, Napoli detta il trend, e lo fa anche attraverso volti trasversali, icone pop e voci piene di talento che incarnano una sana e travolgente napoletanità.


Stefanone nazionale
Stefano De Martino, figlio di Torre del Greco, ex ballerino e oggi Golden Boy della TV di Stato, è il simbolo di un modo di fare televisione che credevamo lontano. Conduce con una leggerezza ironica e colta, tanto da essere spesso considerato come l’unico vero erede della tradizione di Renzo Arbore. Un paragone così azzeccato da aver ispirato l’ormai virale imitazione al GialappaShow, dove Luigi Esposito (del duo comico Gigi e Ross) dice: “Non sono il nuovo Renzo Arbore, è Renzo Arbore che è il vecchio De Martino”.
Questo paragone regge eccome se pensiamo che Quelli della notteera un manifesto dell’improvvisazione tra amici: il successo nacque proprio da quel senso di allegria collettiva e spontaneità. Quella stessa anarchia festosa che Stefano ha portato a Stasera tutto è possibile insieme a Biagio Izzo, Francesco Paolantoni, Herbert Ballerina e Giovanni Esposito. E per chi si lamenta della troppa napoletanità, c’è il classico siparietto autoironico di De Martino: ogni volta che la puntata rischia di scivolare nello stereotipo, parte puntualmente la canzone Oh mia bela Madunina per riequilibrare la trasmissione.
Noi aspettiamo di vedere come sarà il suo Sanremo 2027!


Per sempre Sì
Figlio d’arte di un grande interprete della canzone napoletana, che portò la sua arte persino in America, Sal Da Vinci ha dovuto faticare parecchio per farsi conoscere dal grande pubblico. Il Festival di Sanremo 2026 lo ha incoronato re dei cantanti da matrimonio e, con Per sempre sì, è diventato il primo napoletano a vincere il Festival dal 1988, quando trionfò Massimo Ranieri con Perdere l’amore.
Cinquant’anni di carriera prima di arrivare a vincere Sanremo a 57 anni, e in Italia è spesso meno apprezzato che all’estero. Teatri, sceneggiate, musical, cinema, tanta musica napoletana portata in giro per l’Italia senza mai sfondare davvero a livello nazionale… poi la svolta con Rossetto e Caffè, diventata virale su TikTok, e infine il trionfo all’Ariston e il gran consenso all’Eurovision Song Contest.
Sal il successo se lo merita per quanto è genuino, per la gavetta che ha fatto e per la vocalità unica che lo contraddistingue. Che piaccia o no il genere, non si può negare che sia un grande artista.

Quel fenomeno di Geolier e il suo tour tutto e solo a Napoli
Geolier è il vulcano della discografia che con le sue canzoni sta insegnando il napoletano a chi ancora non lo sa. È un rapper che ha fatto la mossa più rockstar di tutte con il progetto “Napoli è casa tua” scegliendo di piazzare le date del suo tour 2027 solo a Napoli allo Stadio Maradona.
Le prime tre date sono evaporate in meno di 48 ore e così sono state raddoppiate: sei serate consecutive a giugno (il 9, 10, 11, 13, 14 e 15). Un record assoluto di sold-out che anticipa quanto la città sarà coinvolta nell’evento musicale, un totale pazzesco di oltre 300.000 biglietti venduti. Un intero popolo di fan pronto a vivere la città da ogni angolo d’Italia, ci riaggiorneremo per vedere cosa succederà!

Figlia d’à tempesta: l’avanguardia di La Niña
Napoli è tradizione, ma soprattutto riscrittura. Prendete La Niña (alla nascita Carola Moccia), che il Rolling Stone ha definito come l’ibrido perfetto tra Teresa De Sio e Rosalía. Un paragone importante, che racconta una musica fatta di radici viscerali e sound internazionale. L’album Furèsta è tra le uscite italiane più discusse e apprezzate del 2025 con i tamburelli della tradizione campana che incontrano l’elettronica cupa e tribale.
Carola inserisce all’interno delle sue canzoni tamburi suonati coi capelli bagnati, zoccoli di cavallo e altri rumori “materici”, per creare un’atmosfera quasi tribale e mediterranea. In un’intervista ha spiegato che ha proprio voluto destrutturare il suono dei tamburi per renderlo più sporco, terrestre, come qualcosa che “striscia dalla polvere”. Perché di fatto la sua idea di musica è permeata di ricerca sonora, prende strumenti e tradizioni popolari campane (tammorre, nacchere, cori rituali) e li trasforma in modo contemporaneo. È lo stesso immaginario profondo e magnetico che alimenta la tradizione delle Capuzzelle a Napoli, in quel confine sottile tra storia e ironia che da sempre affascina chi cerca l’anima della città.
Nel 2025 ha vinto la Targa Tenco, uno dei riconoscimenti più prestigiosi della musica d’autore italiana, e si conferma ancora una volta che Napoli non è solo neomelodico o rap, ma ha un panorama musicale ricchissimo e variegato.


Da Un Posto al Sole a SereNata
Un’altra cantante spaziale ma anche attrice, doppiatrice e conduttrice è Serena Rossi. Conosciuta al grande pubblico perché veste i panni di Mina Settembre ma noi che abbiamo buona memoria la ricordiamo da quando interpretava Carmen Catalano, cameriera al Caffè Vulcano nonché prima moglie di Filippo Sartori in Un Posto al Sole.
Da allora non si è più fermata, conquistando la critica e collezionando i massimi riconoscimenti cinematografici: dal Nastro d’Argento per la sua straordinaria interpretazione di Mia Martini in Io sono Mia, fino al Ciak d’Oro e alla candidatura ai David di Donatello. Hollywood compresa, dato che è sua la voce italiana di Anna in Frozen (curiosamente accanto a un’altra straordinaria Serena partenopea, la Autieri, nei panni di Elsa). Insieme al marito Davide Devenuto ha portato nei teatri lo spettacolo SereNata a Napoli, dimostrando come si possa calcare i red carpet più prestigiosi del mondo e, allo stesso tempo, rimanere visceralmente legati al proprio cordone ombelicale.


Napoli State of Mind
Questo Rinascimento pop cammina di pari passo con un assalto turistico che ha i numeri del record storico. Napoli è l’ombelico del mondo, la cartolina che tutti vogliono fotografare, il set a cielo aperto scelto dall’alta moda e dai registi internazionali. E ce lo dicono chiaramente anche i dati dell’Osservatorio del Turismo: venti milioni di presenze registrate nell’ultimo anno, +58% in ventiquattro mesi e l’aeroporto di Capodichino che viaggia oltre i 13 milioni di passeggeri. In estate non ne parliamo, a novembre e dicembre in San Gregorio Armeno è un delirio. Ma persino i mesi turisticamente più freddi di questo inizio 2026 hanno registrato il tutto esaurito, superando il milione e mezzo di arrivi già a gennaio!
Un’onda gigante che non accenna a fermarsi e che probabilmente si prepara a toccare l’apice nel 2027, quando il Golfo diventerà lo scenario d’eccezione per le regate dell‘America’s Cup. Gli occhi del mondo saranno tutti puntati qui.
Pensiamo anche a Paolo Sorrentino che, tra i suoi lavori più recenti, ha magnificato Napoli in È stata la mano di Dio e in Parthenope. Dua Lipa che ha fatto un carosello Instagram con la caption “Italian weekend”, la canzone di Pino D’Angiò e il pranzo da Cicciotto a Marechiaro: oltre 3 milioni di like e Napoli consacrata come meta del jet set internazionale. Perché l’ossessione globale per il mangiare a Napoli fa ormai parte di questo pacchetto estetico che unisce l’alta cucina al pop dei quartieri.



Napoli conquista anche il mondo del design con l’intero numero di Elle Decor di maggio 2026 dedicato all’estetica, alla luce e all’anima intramontabile della città. Stupendo e da collezione.



La magia di Napoli sta nella sua capacità di fagocitare tutto e restituirlo sotto forma di energia totale: la tammorra ancestrale di La Niña e i trend di TikTok, il vicolo che profuma di ragù e l’hotel a cinque stelle, lo Stefanone nazionale e la critica colta del Club Tenco.
Perché Napoli è magnetica, non chiede il permesso e si gode, finalmente, il centro della scena.
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