Questo non è il solito articolo estivo su quanto sia elegante e chic, Old Money, vestirsi con completi di lino coordinati. È estate, di quale tessuto ti vorrai mai vestire se non di lino?
Il vero punto del discorso qui è che non ci si può fidare dell’etichetta, perché anche se la composizione del prodotto vanta il 100% lino, esiste lino e lino. Quello che si stropiccia con eleganza e quello che sembra appena uscito dalla lavatrice.

È una dura verità che ho pagato a mie spese, acquistando online una camicia 100% lino che, una volta spacchettata e toccata, mi ha fatto fare un sospiro di sconforto. Quel giorno è segnato sul calendario come l’inizio di una nuova era: la caccia al lino perfetto.

Come riconoscere il lino di alta qualità?
Per andare a colpo sicuro, non dobbiamo essere degli esperti di moda o di tessuti, ma semplicemente utilizzare i sensi che abbiamo a disposizione e distinguere tra lino sottile e lino più spesso.
Il fast fashion ci rifila un lino leggero, che a prima vista sembra arioso e perfetto per l’estate, ma che al tatto è tutt’altro che piacevole, sembra carta, e alla vista peggio ancora, perché le pieghe che si vanno a formare sono spigolose e non morbide.
Il lino con filato lungo e spesso, invece, pesando di più, rende naturali e morbide le pieghe che si formano mentre viene indossato. Il tessuto mantiene una bella caduta sul corpo e acquisisce quell’aspetto rilassato e aristocratico che lo rende così affascinante e, appunto, parte dello stile Old Money.
Ma dove trovare il buon lino, quando siamo circondati dal fast fashion?
Sono da sempre una grande sostenitrice delle rapine negli armadi di nonne e mamme. I capi anni ’80 e ’90 erano fatti per durare, quindi, di conseguenza troviamo il lino nel suo formato più spesso e pesante.
Che non significa che ci fa morire di caldo, anzi, essendo termoregolatore e traspirante, aiuta ad affrontare le giornate più afose. Grande plus, secondo me, è anche la protezione dal sole che garantisce, perché ci possiamo mettere la camicia a maniche lunghe restando fresche, senza esposizione diretta ai raggi solari.
Non trovi niente negli armadi? Puoi andare in un negozio vintage o di second hand oppure aprire Vinted e, in questo caso aguzzare la vista, perché devi scoprire senza toccare se sei davanti a un lino di carta velina o a un lino buono.

I brand da cercare
Per orientarti al meglio nel bazar senza senso che è diventato Vinted, oppure nei negozi di abbigliamento vintage pieni zeppi da non sapere neanche dove guardare, facciamo nomi e cognomi.
Max Mara
Forse il miglior rapporto qualità/prezzo del vintage italiano. Da cercare: blazer in lino, completi gonna o pantalone, camicie oversize.



Gianfranco Ferré
Si va a colpo sicuro anche con Gianfranco Ferré, lo riconosci perché i suoi abiti sono come strutture tridimensionali, proporzionate, con drappeggi e spalle importanti. Qui ci sono le foto di dettaglio e non dell’intero capo, per far capire il più possibile che tipo di lino abbiamo di fronte. Non è trasparente, la trama è fitta, il filato è spesso al punto da poterne distinguere i fili. Non è di certo il 100% lino che trovate da molti brand del low cost.


Escada vintage
Può sembrare un po’ âgée, ma se trovi pezzi nei colori neutri (beige, sabbia, panna) sono molto attuali. Questo qui sotto, anche se di un bel giallo acceso, perde l’effetto da segretaria se abbinato a un jeans leggero dal lavaggio azzurro o blu.

David Saddler
David Saddler, nonostante il nome possa fuorviare, è un marchio italiano che nasce a Roma negli anni ’80, quindi ritorna il concetto dell’armadio della nonna e della qualità dei capi fatti per durare. Focalizzandoci su questo dettaglio, mi sentirei di investire serenamente una cinquantina d’euro per un intero completo in lino di qualità.


Buona caccia, care lettrici marziane!
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