Il perimetro prevedibile della formalità da ufficio nel quale si è sempre mosso il gessato, sotto forma di abiti sartoriali o presunti tali, sta lasciando sempre più spazio all’evasione e a una moda che decide di impossessarsi di questa riga elegante per valorizzarla coi contrasti.
Quel motivo che le fashion editor definiscono pinstripe (cioè la riga sottile come uno spillo) sviluppa un nuovo interesse come sfondo grafico da de-strutturare in parte o del tutto, lasciando che la severità della sartoria si scontri con elementi leggeri, magari anche sportivi, e poco prevedibili.
Ci piace o non ci piace? Proprio le nuove combinazioni suggerite dalla moda potrebbero conquistare i nostri cuori vogliosi di osare con qualcosa di nuovo ma senza eccessi (e qui Marcella Bella capirà cessi).

Il gessato rilassato con l’elastico in vita
Il primo tabù ad essere caduto è quello della rigidità della stiratura. Il pantalone gessato perde la sua componente manageriale quando abbandona i canoni fissi e la lana pettinata rigida per abbracciare tessuti fluidi (come il jersey) dal taglio praticamente ginnico.
Se ci mettiamo la coulisse in vita, il tessuto che cade morbido sui piedi e una ciabattina essenziale abbiamo decisamente stravolto lo stile da ufficio in presenza per farlo diventare smart working (qui è d’obbligo leggere con la pronuncia di Mario Draghi) o un pezzo da tempo libero. Basta una canotta a costine con una camicia oversize lasciata sbottonata per completare il contrasto senza aggiungere nulla di formale.

La beneamata t-shirt bianca
Lo zucchero a velo della situazione è la t-shirt bianca che espande il suo impero per liberare la giacca o il pantalone a righe dall’immaginario del completo aziendale. A lei il compito di resettare il look in prima linea, poi però possiamo elevare il concetto di styling aggiungendoci degli occhiali scuri dalla linea scultorea o gioielli bold, a partire dalle sneakers argento che continuano a comandare nello street style.


Il femminile e il gioco tattile
L’evoluzione del pinstripe passa anche attraverso capi che con l’abito maschile d’originaria ispirazione non hanno più nulla a che fare, ad esempio una gonna al ginocchio a righe con un ampio spacco centrale cambia del tutto ritmo se abbinata a un paio di scarpe sportive con le caviglie scoperte.
Allo stesso modo, la riga sartoriale scopre una nuova matericità quando incontra le tonalità calde del suede, come lo stivale scamosciato color tabacco o una borsa morbida in marrone cioccolato. È proprio questo cortocircuito tra il fondo freddo della riga (blu o grigio) e il calore tattile della pelle scamosciata a trasformare un motivo rigido in un gioco fluido di volumi e sovrapposizioni.



Oltre il solito trio blu-grigio-nero
Il gessato nero è pericoloso perché, se mal gestito, rievoca subito l’effetto Padrino. Nel blu notte e nel grigio è sempre raffinato e impeccabile ma siamo sempre nell’ambito del grande classico. Signora mia, abbiamo anche la destrutturazione cromatica!, dove la riga sottilissima si adatta alle sfumature rosa polvere su un completo che ammicca all’effetto trench avvolgente e si fa notare coi volumi importanti dei maxi fiocchi al collo.



È interessante notare come il pinstripe, nato storicamente per imporre un’idea di disciplina e di potere, perda ogni sua autorità quando incontra i capi basici, i colori pastello o gli accessori sfrontatamente fashion. E allora mettiamo il gessato in autogestione e via libera alla creazione di nuovi look di settembre!
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