Nel precedente censimento delle cose che hanno stancato vi avevo promesso un Vol. 2 e ve lo servo caldo, in tempo per l’apertura dei cancelli più amati e più temuti: quelli della scuola.
La scuola la si ama e la si odia. Da studente con l’ansia, da genitore stremato, da professore, da maestra della primaria, fino ai bidelli e ai nonni di supporto: un’intera comunità pervasa da sentimenti ambivalenti e accomunata da cose a cui diremmo un gran bel BASTA!
1. La chat delle mamme
Anche se sei un padre, si chiama comunque chat delle mamme. La chiamano così i meme di Instagram, le maestre e le mamme stesse. Sono chiassose, faziose e licenziose. Sia le chat che le mamme. Ops… i membri delle chat.
Firmiamo una petizione per introdurre in alternativa una vecchia e cara mailing list per le comunicazioni ufficiali.

2. La tirannia delle rappresentanti di classe
A questo punto abolirei anche le rappresentanti di classe che entrano nei panni degli esattori delle tasse del Medioevo e non smettono di spillarti soldi dal primo settembre al 10 giugno tra quote regalo e fondi cassa misteriosi.

3. I compiti del weekend
Una cosa che infastidisce parecchio i genitori sono i compiti assegnati il venerdì con consegna il lunedì. Weekend aboliti, stress ai massimi storici e lamentele che proliferano in chat. Perché il compito non lo fa il bambino: lo fa tutta la famiglia.
I poveri genitori che hanno ricevuto la fortuna divina di avere un figlio autosufficiente sono comunque costretti a sorbirsi le lamentele della chat infernale di cui sopra.

4. Il registro elettronico e le sue conseguenze
Dal punto di vista dei ragazzi direi basta al registro elettronico. Noi vintage conosciamo il brivido dell’assenza ingiustificata. Facevamo filone, bigiavamo, facevamo sega, mentivamo spudoratamente. Oggi salti un’ora e tua madre riceve la notifica in tempo reale sullo smartphone.
Restituite ai ragazzi il diritto costituzionale di fare filone! Quest’anno tre ragazzi di una mia classe hanno osato entrare 20 minuti dopo l’inizio della prima ora — a detta loro non avevano intenzione di bigiare — e quando hanno deciso di varcare la soglia hanno trovato i genitori ad accoglierli nell’atrio. Sono entrati prima i genitori e poi i figli. Chiamali genitori prestigiatori.

5. L’incubo dei lavoretti col materiale di recupero
Basta ai lavoretti col materiale di recupero che raggiungono la pattumiera nell’istante preciso in cui varcano la soglia di casa. Conosco una mamma che ha lasciato che il lavoretto della sua bimba, targato Natale 2025, scolorisse sul cruscotto posteriore della sua auto per mesi prima di cestinarlo. Era irriconoscibile, poverino.

(tratto dall’archivio marziano Cose da fare con i bambini per tenerli impegnati)
6. I colori fissi per le copertine dei quaderni
Basta anche alle copertine dei quaderni coordinate. Il quaderno rosso per matematica, blu per italiano, verde per scienze. Chi non s’è mai confuso? Chi non ha ottenuto un richiamo sul registro? Chi non ha consolato un bambino in lacrime per il cazziatone della maestra? Non va bene una semplicissima etichetta bianca in alto su cui scrivere la materia in bella vista?
Dei cugini americani non possiamo apprezzare di certo il sistema scolastico, ma i quaderni con il nome della materia in copertina, sì. Li vende anche Amazon.


7. L’astuccio iper attrezzato
L’astuccio a tre cerniere, quattro scomparti e nove tasche ed è subito reparto Belle Arti. Penne cancellabili di ogni colore, matite HB di varie gradazioni per il disegno tecnico, sfumino, gomme di ogni forma, temperino con doppio serbatoio perché guai ad alzarsi di continuo per svuotarlo, matite triangolari antiscivolo, penne ergonomiche per sinistrorsi e varie ed eventuali. La lista dei materiali di inizio anno meriterebbe un capitolo a parte nel bilancio familiare.

8. Le recite scolastiche
Poi ci sono le recite scolastiche. ABOLIAMOLE! Trenta bambini immobili sul palco che fissano il vuoto e una platea di duecento genitori con lo smartphone spianato. Nessuno guarda il figlio dal vivo. Tutti stanno registrando un video in 4K che non rivedranno mai. Preghiamo per i terabyte di memoria destinati all’oblio nel cloud, solo per il gusto di stare lì a fare da videomaker a quella piccola stella nascente che, su quel palco, magari non ci voleva nemmeno stare.

9. L’inquisizione della merenda salutare
L’ultimo grande basta lo dedico alla gara delle merende salutari. Mio figlio mangia carote a bastoncino per sport, ma divora Gocciole Pavesi come se fosse una gara personale con Lilo. Però, se sgarri un giorno, parte l’inquisizione:
“Come mai suo figlio ha portato il Fruttolo e non lo yogurt greco zero grassi, come indicato dalla nutrizionista dell’ASL?” Bastaaaa!

10. La febbre, il paracetamolo, il lazzaretto
Avevo detto l’ultimo basta, ma il colpo di coda devo darlo. Basta mandare i figli a scuola con 38 di febbre! > “Gli ho dato il Paracetamolo e stava meglio, perciò l’ho portato a scuola!”
Porca cacca, capisco che per te la scuola sia un parcheggio, ma tra due giorni diventa un lazzaretto peggio dei Promessi Sposi!
Volete un volume 3? Ditemi di cosa volete che mi lamenti e lo farò per voi.
Ora andate a linkare questo post nella chat delle mamme.
Prego.


Qui potete trovare la puntata precedente con altre legittime lamentele
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