In questi giorni in cui ci stanno praticamente dicendo che l’AI ci mangerà tutti vivi, noi che facciamo? Niente. È un po’ come quando pensiamo di salvare il mondo dal riscaldamento globale lavandoci i denti al buio, mentre dall’altra parte del pianeta qualcuno sta probabilmente lasciando acceso un centro commerciale più grande della Lombardia.
Insomma, abbiamo adottato l’intelligenza artificiale nelle nostre vite più o meno come le nostre nonne hanno gioiosamente accolto la lavatrice: tutte quelle cose che all’inizio sembrano fantascienza e poi si rivelano comode, fino a diventare quasi indispensabili, nonostante i dilemmi. La usiamo per lavorare, per sbrigare cose quotidiane, per cercare informazioni e, ovviamente, anche per giocare. Perché se una macchina può trasformare una fotografia in qualcosa che sembra uscito da un poster illustrato, noi ci buttiamo a capofitto per il puro, sublime gusto della vanità.

La Toscana, il ragù e l’intelligenza artificiale
La teoria è bellissima, ma la pratica richiede un paesaggio. E per noi settembre ha un’unica geografia possibile: il raduno marziano. Come ogni anno ci siamo ritrovate all’Agriturismo Mori, tra quelle case diffuse che dominano con grazia selvatica il territorio di Palazzone e San Casciano dei Bagni. Un ritiro devoto al cucinare, al mangiare (assai!) senza troppi rimorsi, al pettegolezzo d’altissimo livello e a quella Toscana profonda che ad ogni viaggio si lascia scoprire un pezzetto alla volta.


Quindi, se vedete comparire in questo articolo colline, cipressi, tavole apparecchiate, strade di campagna e altre amenità toscane, sappiate che sono le fotografie del nostro raduno che hanno fatto da materia prima all’esperimento.
A proposito di fotografie trasformate dall’AI
Qualche tempo fa vi avevo lasciato il prompt per aggiungere Doodle Art alle foto delle vacanze, con scritte colorate e disegnini che facevano sembrare i nostri ricordi estivi usciti da una Smemoranda sotto steroidi. Questa volta, invece, volevo qualcosa di completamente diverso.
Una lieta sbirciatina a X mi ha fatto trovare un prompt perfetto per il mood autunnale, poetico, evocativo e artistico al punto giusto. L’ho provato immediatamente con le foto della campagna toscana e del nostro raduno e, dopo qualche tentativo, quelli ottenuti con ChatGPT sono stati decisamente i miei preferiti (provate anche voi con le varie piattaforme, Gemini in questo caso l’ho trovato meno performante).
Il risultato è una fotografia che resta riconoscibile, trasformata in una piccola copertina illustrata dal sapore acquerello: nella parte superiore rimane lo scatto originale, mentre sotto compare una piccola illustrazione che ne raccoglie colori, atmosfera e dettagli. Più che semplici cartoline, quello che otteniamo ricorda davvero le copertine di riviste indipendenti o quei poster d’arte minimalisti su carta testurizzata che fa voglia di incorniciare e appendere.


Il prompt è pensato per creare un’immagine divisa in due: nella parte superiore resta la fotografia originale, mentre nella metà inferiore la stessa scena viene reinterpretata in forma artistica, come un piccolo dipinto. Naturalmente potete modificare le istruzioni e chiedere all’AI di trasformare l’intera fotografia in un’immagine artistica, eliminando la divisione in due.


Il prompt per trasformare una foto in un poster illustrato
Questo qui sotto è il prompt completo. Copiatelo tutto con il comodo pulsante e, ogni volta che lo utilizzate, caricate una sola fotografia insieme al testo che volete inserire nella parte finale del poster.
FORMATO GENERALE
Composizione verticale rigorosa 4:5.
Dividi il canvas orizzontalmente in due sezioni esattamente uguali, con un rapporto di altezza preciso 1:1.
La metà superiore occupa esattamente il 50% del canvas.
La metà inferiore occupa esattamente il 50% del canvas.
Le due sezioni dovrebbero apparire visivamente connesse come una raffinata copertina di pubblicazione artistica.
METÀ SUPERIORE — FOTOGRAFIA ORIGINALE
Preserva la fotografia originale il più fedelmente possibile.
Mantieni la composizione principale, i soggetti, l’identità, i tratti facciali, le proporzioni corporee, le pose, le espressioni, gli abiti, gli oggetti e le relazioni spaziali invariate.
Preserva la texture fotografica realistica, l’illuminazione naturale, le ombre, l’atmosfera e l’umore del colore originale.
Applica solo una color grading editoriale sottile e sofisticata, creando la sensazione di una fotografia di rivista premium, un libro d’arte contemporanea o una pubblicazione indipendente di alta gamma.
L’immagine dovrebbe rimanere fotorealistica e autentica, mai eccessivamente ritoccata o stilizzata artificialmente.
Se necessario per adattarsi naturalmente alla composizione 4:5, estendi il cielo, il suolo, le pareti o lo sfondo ambientale circostante.
L’estensione dello sfondo deve apparire seamless, coerente e fotografica.
Non stirare, distorcere, rimodellare, sostituire o alterare il soggetto principale.
METÀ INFERIORE — ILLUSTRAZIONE MINIMALISTA DI COPERTINA IN CARTA DISEGNO A MANO
Estrai gli elementi visivi più riconoscibili dalla fotografia originale e reinterpretali come un’illustrazione minimalista di copertina in carta disegnata a mano.
Preserva:
Il soggetto più riconoscibile
La silhouette essenziale e le proporzioni
La posa o il gesto chiave
Gli oggetti importanti
La relazione narrativa centrale tra persone e oggetti
Semplifica altamente l’immagine. Rimuovi i dettagli non necessari e mantieni solo le informazioni visive necessarie per un riconoscimento immediato.
Usa:
Linee disegnate a mano delicate, leggermente imperfette
Un piccolo numero di forme di colore piatto in stile acrilico, audaci e chiaramente definite
Texture di carta ruvida
Tracce visibili di pennellate fatte a mano
Bordi leggermente irregolari e organici
Imperfezioni sottili che la fanno sentire genuinamente fatta a mano
Il soggetto illustrato principale dovrebbe essere piccolo, centrato e accuratamente composto, occupando approssimativamente il 10–20% della metà inferiore.
Lascia una grande quantità di spazio negativo intorno all’illustrazione.
Lo sfondo dovrebbe principalmente somigliare a:
Carta bianca ruvida
Carta bianco caldo
Carta naturale pallida
Carta minimalista per copertine editoriali
Usa solo poche linee o piccole forme di colore per suggerire l’ambiente circostante.
PALETTE DEI COLORI
Estrai i colori dominanti direttamente dalla fotografia originale.
Comprimi la palette in non più di 4 colori principali.
Mantieni i colori trattenuti, sofisticati e armoniosi.
Usa blocchi di colore piatto audaci ma controllati.
Evita variazioni eccessive di colore.
Preserva la grana sottile della carta e la texture di pennellate fatte a mano.
L’illustrazione dovrebbe apparire visivamente come un’interpretazione semplificata a colori della fotografia.
TIPOGRAFIA E LAYOUT FINALE
L’intera composizione ha un’estetica pulita, poetica e premium, con un’interfaccia invisibile ma precisa tra la fotografia superiore e la carta testurizzata inferiore.
La tipografia non deve diventare protagonista della composizione: l’illustrazione rimane l’elemento principale della metà inferiore e il testo funziona esclusivamente come una piccola didascalia editoriale.
Il testo deve avere un aspetto editoriale, raffinato e discreto, simile alla tipografia utilizzata nelle copertine di artbook contemporanei e nelle pubblicazioni indipendenti di design.
FONT
Utilizza Cormorant Garamond Italic, oppure un carattere serif molto simile se il font non è disponibile.
Il carattere deve avere:
- grazie sottili ed eleganti
- contrasto delicato tra tratti sottili e più marcati
- forme morbide e leggermente calligrafiche
- aspetto editoriale e letterario
- nessun effetto decorativo, ombra o contorno
STILE
Il testo deve essere sempre in corsivo (Italic).
Utilizzare esclusivamente lettere minuscole, salvo diversa indicazione dell’utente.
Il risultato deve sembrare una piccola didascalia editoriale stampata sulla carta, non un titolo pubblicitario.
DIMENSIONE
Il testo deve essere piccolo e proporzionato rispetto all’intero poster, indicativamente 20–24 px su un canvas 1080 × 1350 px.
Non aumentare la dimensione per riempire lo spazio disponibile.
Il testo deve rimanere visivamente secondario rispetto all’illustrazione.
SPAZIATURA
Utilizzare una spaziatura tra le lettere leggermente aumentata, indicativamente tracking +40/+60.
La spaziatura deve essere elegante e ariosa, senza rendere il testo artificiosamente dilatato.
COLORE
Utilizzare un grigio tortora caldo e desaturato, indicativamente #6B665C.
Il colore deve avere un contrasto moderato con la carta crema, risultando leggibile ma volutamente morbido.
Evitare nero puro, colori scuri intensi o contrasti tipografici troppo forti.
POSIZIONE
Il testo deve essere centrato orizzontalmente nella metà inferiore.
Posizionarlo sotto l’illustrazione, lasciando uno spazio ampio e proporzionato tra illustrazione e testo.
Il testo deve occupare una posizione bassa ma non eccessivamente vicina al bordo inferiore.
Mantenere ampio spazio negativo intorno al testo.
TESTO
[INSERIRE QUI IL TESTO DESIDERATO]
Il testo deve essere riprodotto esattamente come fornito dall’utente, senza traduzioni, correzioni, aggiunte o variazioni.
Non aggiungere altri testi, titoli, loghi, numeri, firme o elementi tipografici non richiesti.
LINGUAGGIO VISIVO
Il poster finale dovrebbe apparire:
Quieto · Poetico · Raffinato · Minimal · Innocente · Rilassato · Artistico · Pensoso · Ad alta riconoscibilità · Premium
Quali foto funzionano meglio con questo prompt?
Questo tipo di trasformazione dà il meglio di sé quando la fotografia ha già una bella atmosfera da raccontare. Paesaggi, case, tavole apparecchiate, dettagli di viaggio, strade di campagna, fiori, oggetti, scorci urbani, ma anche noi stesse sedute su una panchina, un libro accanto alla nostra tazza di tè… sono tutte ottime candidate per diventare piccoli poster illustrati.
In base ai test che ho fatto, ho notato che funzionano particolarmente bene le fotografie in cui ci sono colori riconoscibili e qualche dettaglio interessante da reinterpretare. Una facciata, i panni stesi, un tavolo pieno di cose, un paesaggio autunnale, una finestra, una bicicletta appoggiata a un muro: più la fotografia ha una sua personalità, più è divertente vedere cosa l’AI decide di farne.
Anche le foto con persone possono funzionare, soprattutto se il soggetto rimane ben visibile e lo scatto ha abbastanza spazio intorno. Nel nostro caso abbiamo provato il prompt anche con le fotografie del raduno marziano e il risultato è stato particolarmente carino proprio perché la realtà fotografica resta intatta in cima, mentre sotto la sua illustrazione ne rivela l’aspetto più poetico.


Il dettaglio da personalizzare nel prompt
C’è però una parte del prompt che vi conviene leggere con attenzione prima di premere “genera”, ovvero quella dedicata al testo da inserire nella cartolina o piccolo poster.
Il prompt contiene già tutte le indicazioni sul formato, sull’illustrazione, sui colori e sul modo in cui deve essere trattata la fotografia. La parte finale, invece, è quella da cambiare ogni volta. Qui potete indicare la scritta o la frase che volete far comparire nel poster, oppure lasciare che sia l’AI a proporre qualcosa partendo dalla fotografia, se avete voglia di delegare anche questa decisione alla macchina.
È proprio questo piccolo spazio personalizzabile che permette di usare lo stesso prompt per fotografie completamente diverse: una giornata in Toscana, un viaggio, una casa, un pranzo con gli amici o quella fotografia che teniamo nel telefono da tre anni perché sappiamo che prima o poi ci faremo qualcosa.



Come vi dicevo sopra, il prompt da cui è partito questo esperimento è stato condiviso da Kris Kashtanova @icreatelife su X. Io ho applicato qualche modifica minima su dimensioni e font. Qui trovate il post originale.
Un piccolo album illustrato fatto con le nostre foto
Alla fine, più che un modo per rendere più belle le fotografie, questo prompt ci sembra un modo divertente per dare una seconda vita agli scatti che abbiamo già nel telefono, così come abbiamo scarabocchiato sulle fotografie delle vacanzecon il prompt per la Doodle Art.

Non abbiamo alcuna intenzione di prendere in mano i pennelli, né tantomeno di spacciarci per artiste. La bellezza di questo piccolo inganno digitale sta nella sua beneamata indulgenza. Prende le foto ammucchiate nei nostri rullini e ce le restituisce sotto forma di un’illusione poetica, con risultati, naturalmente, variabili: qualche volta azzecca tutto al primo colpo, qualche altra bisogna riprovare. Ed è anche in questa imprevedibilità che sta buona parte dell’intrattenimento.
Una breve parentesi sul valore dell’illustrazione e del lavoro digitale
Ci tengo a fare una piccola riflessione su questo punto, proprio perché la rete e i social sono giustamente vivaci su questo tema. Essendo io per prima una persona che scrive e lavora con i contenuti professionali ogni giorno, vivo esattamente sulla mia pelle la trasformazione e l’incertezza che l’IA sta imponendo al mondo intellettuale e artistico.
Un prompt o una sperimentazione digitale non nascono per sostituire l’artigianato e il valore unico di un’opera d’arte eseguita da un essere umano, così come l’avvento della stampa non ha annullato il pregio del testo unico o la fotografia non ha cancellato la pittura. Si tratta di strumenti ed ambiti concettualmente ed economicamente diversi, che vanno fruiti e giudicati come tali.
Il dibattito sullo stile, sulle tutele e sull’evoluzione del lavoro nell’era digitale è sacrosanto e complesso. Tuttavia, confondere la condivisione di una tendenza digital dichiaratamente artificiale con la volontà di sminuire una professione non aiuta la causa né il dialogo. Chi cerca l’arte vera continuerà sempre a commissionarla agli artisti, godendo del talento e della sensibilità unica di un illustratore in carne ed ossa.
Se anziché intrattenervi con un algoritmo avete voglia di scoprire e sostenere il talento vero di illustratori e artisti straordinari, vi ricordiamo il link del nostro archivio con i nostri approfondimenti dedicati a chi l’illustrazione – con pennelli e colori tradizionali o con tavoletta e pittura digitale – la fa con il suo talento vero.
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