E se dietro i superpoteri di Beyoncé ci fosse proprio una torta di Renato Ardovino?
Ce lo dobbiamo chiedere, marziane e marziani, perché il cake designer che tutti conosciamo come Renato di Le Torte di Renato è un vero artista che sfida le leggi della glicemia gravità e non conosce confini geografici!

Le Torte di Renato, la pasticceria di Battipaglia
Dato che però io non ho la fama di Beyoncé, e dunque Renato non viene da me con la sua tortina, grazie alla complicità di un’amica speciale che conosce bene la mia golosità, sono andata io da lui, varcando la soglia della sua pasticceria di Battipaglia: Le Torte di Renato.
Grande festa alla corte di Battipaglia quando, per puro caso, ho scoperto che Renato si trovava proprio in pasticceria e, nonostante il suo curriculum stellare possa far intimidire, si è rivelato una persona gentilissima e di grande disponibilità. Così, mentre cercavo di non divorare l’intero bancone, sono riuscita a fargli quattro domande.


Chi è Renato Ardovino, Re del Cake Design
- TV: è stato tra i pionieri del Cake Design in Italia e lo abbiamo visto in trasmissioni TV come Torte in corso con Renato, My cake design: la battaglia dello zucchero, Bake Off Extra Dolce, La dolce bottega di Renato, Le dolci nonne di Renato, come volto di Real Time e Food Network.
- Lo zucchero si fa arte: è l’unico pasticcere ad aver esposto le proprie opere alla 54ª Biennale di Venezia (le creazioni Giardino d’Inverno e Cenerentola).
- Clienti famosi: ha firmato creazioni per nomi altisonanti come Vogue, Disney e per il compleanno e feste di numerosi vip e icone mondiali come, appunto, Beyoncé.
- Curiosità: prima di diventare il re della pasticceria che conosciamo oggi, ha studiato all’Accademia d’Arte ed è per questo che ogni sua torta nasce prima come un bozzetto a mano libera, ma le passioni di casa
Ecco cosa mi sono fatta raccontare, a papille già allietate da questa torta al cioccolato, evidentemente light e minimal come piace a me.


L’intervista: Renato Ardovino si racconta a Vita su Marte
Qual è il dolce della tradizione al quale sei più legato?
“Il dolce della tradizione al quale sono più legato è la Torta Cilentana. Qui siamo a Battipaglia, dove ho la mia pasticceria, ma io sono cilentano e vivo a Paestum. Una delle torte più buone in assoluto, secondo me, è la cosiddetta pizza roce, che è proprio il nome con cui chiamiamo la torta cilentana: un dolce con pan di spagna, crema al cioccolato e crema pasticcera, ricoperto da una glassa di zucchero. È molto semplice, ma estremamente gustosa e buona”.

Le tue torte monumentali rivelano una tecnica che va oltre le basi classiche. Come hai scelto di dedicarti a queste costruzioni che sembrano catturare i sogni?
“A volte vanno oltre l’immaginazione! In effetti si tratta sempre di un progetto. Devo combinare le esigenze dell’evento con la mia fantasia, traendo ispirazione da un abito, dalla natura o dagli animali. I progetti non commissionati sono quelli che riescono meglio, perché permettono di liberare la parte artistica e il mio pensiero.
È un’idea che nasce in testa, come un pittore che dipinge un paesaggio o qualcosa di fantastico. Spesso però diventa un progetto ingegneristico: bisogna prestare grande attenzione a dimensioni e proporzioni, anche perché queste opere vengono trasportate lontano dal laboratorio. C’è una parte tecnica e logistica che è meno artistica, ma fondamentale”.



Qual è il difetto di Renato che nemmeno Renato sopporta?
“Pretendere troppo da me stesso, essere sempre alla ricerca di una perfezione che, ovviamente, non esiste. Questo mio essere maniacale nei dettagli a volte mi porta a rimproverarmi. Mi dico che dovrei essere più indulgente e accettare che le cose sono belle anche se non sono perfette: in fondo, l’artigianalità di un prodotto sta proprio nella sua piccola imperfezione”.

Per gli amici di Vita su Marte, qual è la torta più ‘marziana’ che tu abbia mai realizzato?
“Di richieste strane ce ne sono state tante, ma quella che ricordo con più affetto è la torta per un gastroenterologo. La moglie voleva che rappresentassi il lavoro del marito: ho creato dei personaggi in 3D in pasta di zucchero che raffiguravano lui con un “attrezzo” del mestiere in mano e una paziente distesa, coperta da un lenzuolino, con un’espressione terrorizzata… si capiva benissimo la situazione! Mi sono divertito moltissimo a realizzarla”.

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