“Ma se si chiama quadrante… perché quasi tutti gli orologi sono tondi?”
È una di quelle cose che probabilmente dovrei sapere dalle elementari? Non lo so, ero troppo concentrata sui sette re di Roma e sugli affluenti del Po.
Di base quindi non ci avevo mai pensato, almeno fino all’ultimo periodo, quando sono andata in fissa per gli orologi con quadrante quadrato e rettangolare.
Dal Cartier Tank, che guardo come Bernadette quando ha visto la Madonna a Lourdes (o quando Diamante le ha chiesto di sposarla, dipende da che reference avete), fino ai modelli decisamente più accessibili, le casse geometriche stanno vivendo una seconda giovinezza. Un po’ come me da quando ho fatto il botox.
Ma prima di parlare dei modelli più belli, risolviamo la questione linguistica che ci attanaglia.
La Redazione divulga forte anche in estate: perché si chiama quadrante?
La risposta alla domanda che mi (ci) attanaglia è che il termine quadrante non deriva dalla forma, ma dalla geometria classica e dall’astronomia. Ecco spiegata la mia ignoranza.
Nei primi strumenti di misurazione come l’astrolabio o le meridiane a muro, il quadrante indicava un quarto di cerchio (quadrans in latino, cioè un arco di 90 gradi) utilizzato per calcolare il tempo e l’altezza degli astri. Con il passare dei secoli il termine è rimasto a indicare semplicemente la superficie sulla quale leggiamo l’ora, indipendentemente dalla forma.
Dopo questo momento divulgazione, procediamo con la moda.


Perché gli orologi con il quadrante quadrato stanno tornando ovunque?
In un mondo di smartwatch che ci ricordano di bere acqua e di alzarci dalla sedia e che ci cazziano se non dormiamo abbastanza, un piccolo quadrante analogico che si limita a segnare l’ora ha improvvisamente qualcosa di magico.
Si chiama smartwatch fatigue, ma noi preferiamo chiamarla voglia di eleganza (per dirla fine). E poi raga dai, il quadrante rettangolare lo portava anche Lady Diana! Devo aggiungere altro?



1. Cartier Tank e Panthère: due icone, due storie diverse
Quando si parla di orologi con la cassa sagomata, il primo nome della lista è inevitabilmente Cartier. Il malessere del nostro scarso potere d’acquisto, ma anche la storia della moda.
In alto i cuori per il Cartier Tank, re di tutti gli orologi con il quadrante rettangolare. Nato nel 1917, deve il suo nome a un’ispirazione decisamente insolita: Louis Cartier prese spunto dalla vista dall’alto dei carri armati Renault utilizzati durante la Prima guerra mondiale. Lo hanno indossato praticamente tutti, da Lady Diana a Michelle Obama. Andy Warhol disse: “Non porto il Tank per leggere l’ora. Lo porto perché è l’orologio da portare”.



Segue a ruota il Panthère de Cartier nato nel 1983 e ispirato proprio all’animale simbolo della Maison, non tanto nella cassa quadrata, quanto nelle maglie morbide del bracciale che ricordano il movimento sinuoso del felino.

Tutto bellissimo, ma rimaniamo povere. Dunque, se Cartier non rientra nel budget, esistono alternative bellissime, che trovate qui sotto.
2. Seiko: l’estetica vintage con il miglior rapporto qualità-prezzo
Uno dei migliori compromessi per chi cerca un primo orologio geometrico “serio” senza prosciugare il conto corrente. La serie Seiko Tank (come i modelli della collezione SWR) riprende alla perfezione lo stile dell’alta orologeria anni ’80 senza che debbano riprendere noi dal pavimento dopo aver sentito il prezzo. A me piace tantissimo sia con il cinturino in pelle sia con il bracciale a maglie.



3. Cluse e Daniel Wellington: minima spesa, massima resa
Brand di orologi come Cluse (linea La Tétragone) e Daniel Wellington (con la collezione Quadro) hanno linee pulite dalla resa estetica altissima sul polso.
Non sono costosi ma sono di buona qualità e spesso ci sono promozioni o sconti che li rendono ancora più accessibili. Io ne ho avuto uno che è durato più di dieci anni, fino a quando un’anima pia ha deciso che sarebbe stato il caso di cambiare il suo e ha rubato il mio per velocizzare il processo.




4. Il Casio: dagli anni Ottanta, il più amato
I modelli più iconici di Casio, come l’A168, l’A158 o il celebre F-91W, hanno scritto la storia dell’orologeria accessibile. Nati tra gli anni ’80 e ’90 come orologi funzionali e basici, oggi sono considerati pezzi cult di design, proprio per la loro anima tech-retro definita e che non vuole scimmiottare il lusso. Sono praticamente indistruttibili e in questi anni li abbiamo visti abbinati a qualunque cosa, dai completi da ufficio agli abiti da sera.



5. Charlie Paris ovvero bisogna sempre copiare dalle ragazze francesi
Scoperto a Parigi questo inverno, purtroppo c’era coda per entrare e ho preferito farla da Poléne.
Sono i perfetti orologi con il quadrante ottagonale delle parisienne (vedi alla voce Monceau), non si notano a prima vista, ma danno molta luce al polso. Quelli che preferisco sono i modelli con i cinturini in metallo, che però se vi stufano possono essere cambiati con quelli in pelle. Ci sono degli azzurri bellissimi e anche una versione animalier per chi vuole qualcosa di diverso.


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