Sebbene nel mio cuore ci sia il desiderio di avere sì un armadio con una dozzina di barn jacket diverse, volevo subito rilassare gli animi sul titolo equivocabile: no, non intendo che ce le dobbiamo comprare tutte. Ma se siete fra le irriducibili dallo spirito country-British che bramano la giacca ideale per le nebbie d’autunno, allora vale la pena conoscere le migliori opzioni disponibili adesso.
Perché, specialmente in questo autunno 2025, non può esistere domenica in cui si saccheggia il bosco senza un Barbour, ma nemmeno un caffè al bar prima dell’ufficio senza una giacca da erede di campagna, possibilmente col cappuccino in mano e zero intenzioni di arare un campo.


Cosa sono le barn jacket
Funzionali, resistenti, piene di charme da campagna e magari anche odore di stallatico perché, con un rapido zoom sulle loro origini, capiamo che è proprio da lì che arrivano.
La parola barn in inglese significa fienile, e già questa immagine ci dice molto: la barn jacket è, letteralmente, la giacca nata per affrontare la vita in campagna e proviene dal guardaroba agreste americano e britannico. Quello che oggi è considerato un capo heritage-chic, fu originariamente pensato per resistere al lavoro nei campi, al freddo, all’umidità e a ogni possibile imprevisto della vita rurale (state visualizzando eventuali schizzi di concime? Questa è la vita vera di campagna).

Riconoscere una barn jacket è molto facile perché ha una linea semplice e squadrata, tasche grandi e un colletto a contrasto – solitamente in velluto o pelle scamosciata – che aggiunge quel tocco vissuto chic. I materiali sono robusti, dal cotone cerato al canvas grezzo, e spesso nascondono una fodera in flanella o trapuntata che rimanda istantaneamente alle giornate autunnali e al clima umido del sottobosco.
La barn jacket di oggi è ben lontana dal fienile: la troviamo reinterpretata dai big dell’abbigliamento tecnico e persino dai brand del lusso. Rappresenta quel che viene definito eleganza rilassata e aggiunge quel gusto country-british anche ai look di città.


Ringraziamo il trend che ci fa la giacca cerata anche senza cera
Wannabe giacca cerata ma senza cera. Qui su Marte c’è un pregiato approfondimento sulla giacca Barbour (la più iconica e desiderata delle barn jacket) comprensivo di consigli sulla gestione della ceratura. E se tante hanno bramato questo capo ma si sono fatte fermare dall’idea di manutenerlo, ecco che l’esplosione del trend ci regala delle alternative.




Le nuove versioni reinterpretano il taglio classico, conservano tasche generose e colletti in velluto come indicatori di stile, ma giocano con tessuti tecnici, imbottiture leggere o trapuntature geometriche che si pongono come alternativa al tessuto cerato. Così che si possa scegliere tra l’estetica (e la pratica) finitura incerata e i modelli con un tessuto diverso ma un aspetto decisamente affine.



Le barn jacket sono le giacche ideali per le stagioni di transizione come l’autunno e la primavera ma chi le ama non se ne vorrà separare nemmeno con le temperature più rigide. Il layering è sempre la soluzione: si può stratificare indossando sotto un blazer in tweed, uno smanicato caldo effetto pecora o pelliccia o un puffertech compatto di Uniqlo.



Vi dico la mia sulla tendenza della giacca di campagna
Chi sente la sua fascinazione è perché prova il desiderio di una vita un po’ più autentica, meno compressa fra notifiche e lavoro fuori misura. Non un’ingenua nostalgia per la campagna – perché chi la conosce bene sa che i suoi ritmi sono tutt’altro che lenti – ma piuttosto il bisogno di sentirsi ancorate a qualcosa di vero e concreto che non si consuma alla velocità degli scrolling compulsivi.
Mi è venuto questo pensiero dopo aver letto (in questa pregevole ricerca di Ipsos) che il 64% delle persone vorrebbe rallentare il ritmo della propria vita. Forse anche la moda si sta muovendo in questa direzione, cercando di riappropriarsi del tempo e del concreto: meno corsa al nuovo, più attenzione a ciò che dura. Vogliamo vivere più lentamente, privilegiando la qualità delle esperienze, allora la moda intercetta questa necessità con un’estetica slow style, e la barn jacket potrebbe far parte di questo cerchio buono dall’anima pratica e dal fascino che non conosce tempo.





Non solo Hunter
Barbour = Hunter è un’equazione facile e bellissima, ma quando un trend entra nel guardaroba urbano, spalanca la porta a mille interpretazioni. Le barn jacket oggi convivono con stili diversi: sono perfette abbinate a camicie a quadri e Lumberjack, oppure a scarpe tecniche tipo Salomon come eco dello stile gorpcore. Funzionano molto bene con i nuovi mocassini stringati e sorprendono con i collant velati (coprenti sono più chic ma velati sono di tendenza) e gonne corte.




Le ho viste su leggings e New Balance (530, 740 o 9060 sono i modelli più gettonati adesso) e tute con sneaker basse in suede (vi attenziono le SL72, se volete uscire dal binario Gazelle/Samba).
Le possiamo indossare persino sopra un abito midi stampato o con pantaloni sartoriali, dolcevita in cashmere, stivaletti con tacco e una collana lunga col ciondolo a completare il tutto.
E le combinazioni più facili (occhio anche alle barn jacket in denim di vari colori, che a me personalmente non piacciono) si fanno con le stratificazioni classiche dettate dal clima: sopra maglioni morbidi, flanelle o tonalità neutre, con jeans e pantaloni in velluto e nei tessuti invernali.





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