Per anni mi sono vantata del fatto che il mio medico di famiglia fosse ospite fisso da Michele Mirabella, poi ho conosciuto Andrea Vitali e ho capito che un dottore non serve solo a scrivere solo ricette (illeggibili) e a raccontare in TV di alluce valgo e altre amenità. Sì perché Andrea Vitali è un medico, ma anche uno scrittore, e questo post è dedicato a lui (non certo all’alluce valgo). Ah, io nel frattempo ho cambiato residenza e anche medico di famiglia.
Buon compleanno Andrea Vitali, dottore a Bellano
Nato il 5 febbraio del 1956, quest’anno il nostro compie 70 anni, passati dividendosi equamente tra i libri e il dica trentatré. Ma andiamo con ordine: quando nasce lo abbiamo detto, ma è dove nasce che diventa fondamentale: il bebè Andrea emette i suoi primi vagiti a Bellano, su quel ramo del lago di Como che bagna la provincia di Lecco. Potremmo finirla qui, perché tutto ruota attorno a Bellano, con qualche breve incursione a Milano, dove Vitali si laurea dottore nel 1982 e inizia la sua carriera di medico di base proprio sul lago. E chissà quante ne avrà sentite raccontare…
In quel microcosmo di provincia, tra una visita e l’altra, prende forma la commedia umana che diventerà il marchio di fabbrica dei suoi romanzi, un mix perfetto di narrativa contemporanea e tradizioni popolari.

Racconta racconta, il dott. Vitali decide che è il caso di mettere a frutto tre cose: la sua curiosità, l’ironia e il saper scrivere (vedremo poi) incessantemente. E così che nel 1989 esce il suo romanzo d’esordio, Il procuratore. Primo libro e primo premio di una lunga serie, qui dentro c’è più o meno tutto Vitali: il lago, un protagonista non proprio integerrimo, l’ambientazione tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso che torna nella maggioranza dei suoi romanzi. Pubblicato principalmente da Garzanti, Vitali è diventato in breve tempo un autore da milioni di copie, capace di dar vita a un piccolo mondo non troppo antico nel quale vorremmo abitare, nonostante i tipi strampalati che ogni tanto s’incontrano.

C’è la signorina Tecla Manzi che si presenta dai Carabinieri per denunciare il furto di un quadruccio che scoperchia un piccolo vaso di Pandora, c’è il dottor Aiace Debouché che ha appena comprato una farmacia in paese e deve subire la curiosità dei nuovi compaesani, c’è il sindacone Attilio Fumagalli la cui frenetica attività amministrativa nasconde (forse) qualcosa.

E poi c’è il maresciallo Ernesto Maccadò che, dopo essere stato comprimario in alcuni romanzi, diventa protagonista di una serie di cinque libri. Calabrese, trapiantato sul lago con la moglie Maristella, è alle prese col doversi adattare a un posto che non potrebbe essere più diverso da casa sua, e deve affrontare casi bizzarri e dai risvolti spesso impensabili, come in Sua Eccellenza perde un pezzo. Chissà se si offende Vitali se metto qui nero su bianco che i suoi sono perfetti cozy crimes? È quel filone del giallo italiano che non punta sulla violenza, ma sull’intrigo e sull’atmosfera. Niente drammi, ma tanta ironia che tiene insieme la trama e una sequela di personaggi sempre più inverosimili ma che, a pensarci bene, poi così inverosimili non sono mica. Anzi.

Maccadò arriva su RaiUno
Una cosa che non riuscivo a spiegarmi è perché, dopo una sequela di commissari, questori, vice questori e detective più o meno verosimili (ne ho in mente un paio che…), il maresciallo Maccadò non fosse mai finito nel soggetto di qualche sceneggiato serie TV, e la verità è che mi sbagliavo: il maresciallo arriverà presto su Rai 1 con Una finestra vista lago. Finalmente.

Per concludere ho contato quanti sono i romanzi (e tutti gli altri scritti sparsi) di Andrea Vitali. Indovinate? Settantotto: ebbene sì, più di uno per ognuna delle candeline che spegne quest’anno. Come faccia, nessuno lo sa, ma lui lo ha dichiarato in un’intervista a Repubblica qualche anno fa, che scrivere per lui è come l’aria. E per noi i suoi libri sono una boccata d’aria fresca.

Se non sapete da dove iniziare per scoprire la Bellano di Vitali, La signorina Tecla Manzi o Zia Antonia sapeva di menta sono i punti di partenza ideali per innamorarsi della sua penna.
C’è un altro scrittore nato sul lago (ma stavolta sul Maggiore): è Piero Chiara. Lo conoscete?
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